Il cappio uccide i negozi, scoppia la protesta

17 Febbraio 2016

Dall’estrema destra di CasaPound alla sinistra di Raimondi: guerra trasversale ai centri commerciali

CHIETI. “Chiuso per centro commerciale” è la scritta apparsa nella notte sulle saracinesche abbassate dei negozi del centro e insieme allo slogan c’è anche l’immagine di un cappio e quella di una tartaruga, simbolo, quest’ultima, del movimento di CasaPound. Sotto i portici del centro, invece, è apparso lo striscione "Centro Commerciale cappio della nostra Città". E così anche l’estrema destra si iscrive alla lista di chi è contrario alle quattro nuove aperture di centri commerciali (utilizziamo il termine in maniera generica, perché tecnicamente si tratta di centri di media distribuzione, che non superano cioè i 2.500 mq).

A spiegare le ragioni della protesta è Francesco Lapenna, responsabile teatino di CasaPound Italia: «Con questa azione abbiamo voluto portare all’attenzione della cittadinanza la totale miopia della giunta Di Primio che, in questo modo, condanna a morte certa il commercio cittadino. E’ necessaria», prosegue Lapenna, «un’immediata inversione di rotta per evitare altre chiusure e le conseguenti ripercussioni sul tessuto economico e sociale cittadino, già provato da anni di crisi. Chiediamo quindi immediati provvedimenti per l’abbattimento delle imposte comunali per tutte le attività commerciali e l’apertura di una tavola rotonda con commercianti e residenti per valutare attentamente un calendario di eventi al fine di incentivare l’afflusso di persone in città e la conseguente valorizzazione dell'offerta commerciale cittadina». Ma a Chieti la protesta è trasversale: Sinistra ecologia e libertà si muove con il suo capogruppo in Consiglio comunale, Enrico Raimondi, che presenta un’interrogazione contro le nuove aperture, in cui chiede «di conoscere quali sono i progetti che sono stati presentati al Comune di Chieti e i motivi per i quali non è possibile impedire la loro realizzazione». La lista dei contrari si allunga ancora di più e diventa più che mai trasversale.

Da Confcommercio, al Wwf, a Confesercenti (pur con i dovuti distinguo dei responsabili di questa associazione di categoria). Ma neanche lo stesso sindaco Umberto Di Primio, a ben guardare, è molto lontano da queste posizioni. Al microfono di Radio Radicale, ha detto di non amare i centri commerciali (beccandosi in diretta nazionale anche i complimenti del fotografo Oliviero Toscani, che l’ha contattato pure privatamente) sebbene abbia sottolineato di non aver motivazioni tecniche a disposizione per bloccare le nuove aperture. E i diretti interessati, i commercianti, cosa fanno?

Qualcuno di loro non sta semplicemente a guardare, ma ha dimostrato di sapersi muovere per combattere la concorrenza dei centri commerciali. Vedi quelli di via Arniense, che a San Valentino hanno creato un evento per riportare gente in centro. Via Arniense è diventata la “strada degli innamorati”, con cuori dappertutto e pure un contest fotografico dedicato all’amore. Operazione riuscita. Il concorso fotografico ha decretato lunedì scorso il vincitore a suon di “mi piace”. Lo scatto più cliccato è di Maria Grazia Palmerini con una vecchia immagine dei suoi nonni con 7 figli: la famiglia Giannini, “unita, numerosa e rumorosa”, quale migliore immagine d’amore. Il premio verrà devoluto in beneficenza. (a.i.)