Il caro energia frena la Pilkington L’azienda chiede aiuto al governo

11 Settembre 2022

Le bollette schizzano alle stelle e il colosso del vetro è costretto a spegnere uno dei forni per 15 giorni I lavoratori sono preoccupati per le conseguenze della crisi: in settimana tornano a riunirsi i sindacati

SAN SALVO. Il caro energia frena la produzione della Pilkington. Da domani e per quindici giorni resterà spento un forno del reparto "Accoppiati" dell’azienda di San Salvo. I costi dell'energia sono decuplicati in due anni e ora il colosso del vetro (uno dei settori energivori per eccellenza) ne sta pagando le conseguenze e rischia di perdere competitività a livello internazionale.
LA RICHIESTA DI AIUTO
Per questo motivo, Assovetro e la Pilkington sperano che dalle elezioni del 25 settembre venga fuori un nuovo governo in grado di intervenire rapidamente, traghettando le imprese energivore fuori dalla crisi, ad esempio con una garanzia statale sui contratti di fornitura del gas. Ma anche gettando le basi per una nuova politica energetica, fondata sulle rinnovabili e sul nucleare. Marco Ravasi, presidente di Assovetro, l'associazione italiana degli industriali del vetro, lo ha ribadito al tavolo a cui ha partecipato il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio. L'industria vetraria di San Salvo, che prima spendeva per l'energia 200mila euro al giorno, è arrivata a spenderne quasi 900mila. I lavoratori non nascondono di essere molto preoccupati e le rsu sono in attesa di essere convocate. Probabilmente già in settimana ci sarà un primo incontro. Intanto, come detto, un forno resterà fermo da domani al 27 settembre e inevitabilmente la produzione subirà un rallentamento. Cosa accadrà dopo dipenderà dagli sviluppi della crisi.
LE CONTROMISURE
Lo scorso mese di maggio, nel festeggiare i 60 anni di attività dell’azienda, il presidente Marcovecchio ricordò che l'industria arrivò a San Salvo grazie alla scoperta del gas a Cupello. Ora è proprio la mancanza di gas a mettere a tappeto i colossi industriali del territorio. Da due anni, infatti, prima la crisi economica legata al Covid e poi quella energetica stanno mettendo in difficoltà il colosso del vetro di San Salvo e, davanti a bollette moltiplicate per dieci volte, le contromisure sono ben poche.
Le difficoltà
Quest'anno le ferie estive in azienda sono durate un mese e non è esclusa un'altra lunga fermata per le festività natalizie. La cassa integrazione, scaduta il 13 febbraio, è stata sostituita dai contratti di solidarietà e i contratti di espansione. Attualmente i dipendenti della Pilkington sono 1.700 ma a fine novembre, con la scadenza dei contratti di espansione, potrebbero esserci delle uscite. L’accordo raggiunto a febbraio, dopo il colloquio dell’azienda con il ministero del Lavoro e la concessione di 180 contratti di espansione, ha risposto in modo meno traumatico agli affanni del mercato. Grazie a queste contromisure, almeno per alcuni mesi, sono stati scongiurati licenziamenti collettivi, considerando che diverse attività legate al vetro hanno già chiuso mentre Pilkington resiste. Per il futuro, però, è fondamentale frenare il costo dell'energia e contestualmente favorire la ripresa dell’automotive. Per questo motivo, secondo i sindacati, l’aiuto della politica è indispensabile per ridurre i costi dell’energia.