Il carrello della spesa è più vuoto: «Pane e pasta sono beni di lusso»

L’aumento dei prezzi riduce gli acquisti dei teatini: «Ora anche latte e carne rossa costano troppo» Schizza la popolarità dei prodotti alimentari surgelati per risparmiare. Ed è caccia aperta alle offerte
CHIETI. «Prima con 50 euro riuscivo a comprare cibo per tutta la giornata», dice Maria Mariani all’uscita di un discount a Chieti, «adesso a malapena ci esce un pranzo per una famiglia». La crisi delle materie prime e il caro prezzi svuotano i carrelli della spesa dei teatini, ma il totale sugli scontrini è in costante aumento. Un aspetto che costringe i consumatori a cambiare le loro abitudini di acquisto: si compra solo lo stretto necessario, meglio se in offerta.
«La carne costa troppo»
Nel reparto alimentari, gli aumenti dei prezzi mettono in difficoltà le famiglie, costrette a ridurre all’osso le spese. «I prezzi della carne al banco non sono più sostenibili», spiega Angela Di Paolo. Anche Giancarlo Cittadini ne ha ridotto il consumo: «Prima compravo più carne rossa, adesso prendo qualche volta il pollo». Anche latte, pane e pasta sono diventati beni di lusso e, per risparmiare, la scelta ora ricade sulle sottomarche: «La pasta di marca non si può più comprare», dice Margherita Picciani, «ci accontentiamo di quella del discount ed è comunque buona». Aumenta l’acquisto anche dei prodotti surgelati, anziché freschi, proprio perché meno costosi. «Per le verdure sto iniziando a comprare il congelato perché così risparmio», aggiunge Di Paolo.
CACCIA ALL’OFFERTA
Tra i consumatori, c’è anche chi approfitta delle offerte per fare scorta in dispensa: «Se trovo un prodotto a buon prezzo ne faccio scorta», spiega Rita Valente che, inoltre, fa fatica a trovare acqua frizzante. «Ultimamente devo accontentarmi di quella liscia».
Il negozio di fiducia
Per molti cittadini anche la scelta del negozio in cui fare la spesa può fare la differenza sullo scontrino. «So dove i prodotti costano di meno e per fare la spesa giro più di un negozio, non soltanto quelli più grandi», racconta Loredana Ciufici. Ma per molti è difficile rinunciare ai grandi centri commerciali «perché c’è più scelta e varietà di prodotti», spiega Patrizio Pizzica.
PREZZI ALTI E SACRIFICI
Il carrello della spesa non è più strabordante come in passato e le spese superflue sono un lontano ricordo. «Sicuramente prima si poteva comprare anche qualcosina in più per i bimbi», lamenta Silvia Mammarella, «adesso non è più possibile». Il periodo di rincari mette a dura prova anche i prezzi bassi del discount che, dicono i consumatori, non sembra essere più tanto conveniente come una volta. «Sto iniziando a notare che anche i prezzi dei discount sono in aumento», dice Cinzia Di Pasquale, «i prodotti costano quasi quanto quelli dei normali supermercati». Ha notato l’aumento anche Picciani, solita fare la sua spesa quotidiana nei discount: «I prezzi sono alti e non si riesce più a comprare niente».
LE ALTERNATIVE
Mentre per molti è caccia agli sconti tra gli scaffali, c’è anche chi non rinuncia alla qualità: «Se mi piace una cosa la compro», dice Carlo D’Intino. «Preferisco mangiare un prodotto buono rispetto a quelli scadenti», aggiunge Santino Straccini. E, soprattutto per frutta e verdura, il mercato cittadino resta una certezza per i teatini: «Mi fido di più perché ci sono direttamente i contadini», spiega Federica Pompeo. Dai discount alle grandi catene commerciali, c'è anche chi vorrebbe tornare a fare la spesa in centro, dove i negozi al dettaglio soffrono maggiormente la crisi, «i prodotti dei supermercati sono tutti uguali», spiega Marco Carlone, «sarebbe meglio valorizzare il lavoro dei piccoli commercianti».

