Il caso al vaglio dell’Unione europea

Meloni vuole rendere illegale la vendita di prodotti contenenti cannabidiolo
CHIETI. La Commissione europea sta «valutando la conformità al diritto dell’Unione» del decreto emanato dal ministero della Salute italiano, e voluto dal governo guidato da Giorgia Meloni, per rendere illegale la vendita, se non in farmacia o dietro prescrizione, di prodotti contenenti cannabidiolo (Cbd), definendolo sostanza «stupefacente». È quanto ha scritto la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputata dei Verdi Ue, Cristina Guarda. «La Commissione europea ha ricevuto denunce», ha spiegato la commissaria cipriota, ed è «attualmente in corso l’esame della conformità di questo atto al diritto dell’Unione». In tale contesto, aggiunge, «ne sarà valutata la conformità anche sotto il profilo dell’articolo 36 del trattato sul funzionamento dell’Ue» sui divieti o restrizioni all’importazione, all’esportazione e al transito di beni e servizi nell’ambito del mercato unico europeo.
Di recente, sul tema è intervenuta anche la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein: «Sono talmente ideologici che in questo pessimo decreto sicurezza, che per certi versi è peggio del codice Rocco, hanno distrutto una filiera che ha più di 10.000 lavoratori e più di 3.000 imprese, che è quella della cannabis light». Se il governo dovesse andare avanti con il decreto contestato, la Coldiretti ricorrerà alla Corte di giustizia europea: «Abbiamo l’obbligo di tutelare i nostri imprenditori», ha detto il presidente Ettore Prandini, «soprattutto quando questo era consentito fino a qualche giorno fa per legge e voluto anche dai governi precedenti». (g.let.)
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