Il caso degli affitti d’oro
CHIETI. Affitti d’oro pagati dall’amministrazione comunale per la prolungata chiusura di palazzo d’Achille, Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, sferza la giunta targata Di Primio e lancia...
CHIETI. Affitti d’oro pagati dall’amministrazione comunale per la prolungata chiusura di palazzo d’Achille, Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, sferza la giunta targata Di Primio e lancia suggerimenti pratici per attuare un corposo piano di risparmio.
«Basterebbe utilizzare maggiormente gli ampi spazi» dice il consigliere Di Paolo «a disposizione all’interno di Palazzo De Pasquale e della Delegazione comunale di piazza Carafa allo Scalo».
La tesi sostenuta dal capogruppo di Giustizia sociale è la seguente: il Comune paga circa 120 mila euro l’anno per l’affitto dell’ex Banca d’Italia considerando la prolungata chiusura della sede di piazza San Giustino che non verrà riqualificata prima del 2018. «Parliamo di un esborso assurdo per le casse esangui del Comune, di fatto, in predissesto economico. Il sindaco» attacca Di Paolo «continua a parlare di rigore e di tagli delle spese. Ma gli affitti non rientrano in questa categoria?» Un quesito che arriverà presto in consiglio sottoforma di ordine del giorno impreziosito da una proposta. «Trasferiamo a palazzo De Pasquale l’ufficio di segreteria del sindaco, gli uffici del segretario generale, il servizio gestione risorse finanziarie e le riunioni delle commissioni consiliari. Altri uffici, invece, potrebbero andare nella Delegazione dello Scalo. Chiedo che i soldi risparmiati, di contro, vadano a costituire un fondo» riprende Di Paolo «per il sostegno del piccolo commercio e delle maggiori manifestazioni cittadine».(j.o.)

