Il caso dei 55 alunni trasferiti

1 Febbraio 2016

San Vito, scatta l’interrogazione del consigliere Mancini al sindaco

SAN VITO. Perchè pur a conoscenza delle criticità strutturali della scuola sin dal febbraio 2015 non ha preso alcun provvedimento e ha permesso che le attività scolastiche si svolgessero normalmente nel periodo febbraio-giugno 2015? Perché non ha utilizzato il periodo delle vacanze estive per la messa in sicurezza del plesso? Chi sosterrà in futuro i costi del trasporto degli alunni da Sant’Apollinare agli altri plessi del Comune? Sono alcune delle domande poste al sindaco Rocco Catenaro dal consigliere Donato Mancini (Uniti per la ripresa), nell’interrogazione sulla situazione della scuola elementare di Sant'Apollinare che sarà discussa nel prossimo consiglio. La scuola è stata dichiarata in estate inagibile con un’ordinanza del sindaco.

Di conseguenza i 55 bambini che la frequentavano dal 14 settembre vanno nelle aule messe a disposizione dalla scuola media del paese. Con tutti i disagi conseguenti. Il Comune ha approvato il 14 gennaio scorso il progetto esecutivo dei lavori per 485.000 euro, con grave ritardo secondo i genitori degli alunni e quasi ad un anno dalla prima verifica sulla sicurezza dell’edificio fatta nel febbraio 2015.

Da qui l’interrogazione di Mancini. «Nonostante non fosse sicura da febbraio 2015» scrive il consigliere «il sindaco non ha preso alcun provvedimento cautelativo a salvaguardia dell’incolumità di tutti i fruitori dell’edificio e ha permesso che le attività scolastiche si svolgessero normalmente, mettendo di fatto a rischio tutti nel periodo febbraio-giugno 2015, perché?». Inoltre Mancini vuole sapere perché tanti ritardi per effettuare i lavori che ad oggi non sono iniziati, creando disagi agli alunni, spostati in una scuola media, ai genitori, e a Sant’Apollinare che senza scuola sta morendo.

«Caro sindaco» chiude Mancini «ta «eviti allora che ulteriori e assurdi ritardi provochino un’inevitabile migrazione degli alunni verso istituti e plessi dei Comuni limitrofi». (t.d.r.)