«Il caso non è chiuso l’indagine si allarga»

CHIETI. «L’indagine è destinata ad estendersi». Lo dice il colonnello Serafino Fiore, comandante provinciale della guardia di finanza, tracciando un punto sull’operazione scattata all’alba di ieri....
CHIETI. «L’indagine è destinata ad estendersi». Lo dice il colonnello Serafino Fiore, comandante provinciale della guardia di finanza, tracciando un punto sull’operazione scattata all’alba di ieri. Nelle prossime settimane, dunque, potrebbero esserci ulteriori novità. Anche perché, come osserva l’ufficiale delle fiamme gialle, «il fenomeno delle indebite compensazioni stava per dilagare in tutta Italia, sfruttando le maglie larghe di una falla informatica nel sistema di controllo dell’Agenzia delle entrate».
Il vice questore vicario Egidio Labbro Francia sottolinea «la proficua collaborazione di due importanti uffici investigativi provinciali». Il vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, capo della squadra mobile, spiega: «Tutto è iniziato ad ottobre del 2017: stavamo indagando per altri reati, ma dalle intercettazioni sono emerse collaborazioni sospette tra le persone sott’inchiesta e alcuni soggetti residenti nella provincia di Napoli. Da subito è venuta fuori un’attività di intermediazione fiscale portata avanti da personaggi che non erano del ramo: così è nato questo stralcio. Già dall’inizio è apparso evidente come si trattasse di un meccanismo illecito ben strutturato e collaudato».
Le indagini sono state condotte dalla compagnia di Chieti della guardia di finanza, dalla squadra mobile teatina e dalle sezioni di pg della polizia di Stato e delle fiamme gialle. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Goffredo Tatozzi, Ivan Notaristefano e Concetta Di Luzio. Nelle prossime ore cominceranno i primi interrogatori davanti al giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis. (g.let.)

