Il caso Sia fa uscire di scena Primavera

Il candidato alla Camera di Commercio fa un passo indietro dopo l’inchiesta del pm pescarese sui corsi in Confindustria
CHIETI. Si dice che il diavolo faccia le pentole ma non i coperchi. In altre parola, Paolo Primavera, lanciatissimo verso la presidenza della Camera di Commercio di Chieti, deve frenare in corsa e farsi da parte. Lo ha comunicato, ieri sera, durante la giunta di Confindustria Chieti-Pescara e poi nel direttivo d’urgenza a sei, convocato subito dopo, che ha preso atto della decisione del presidente che ha scelto la strada della cautela.
Non è il diavolo ma la procura di Pescara che ci ha messo lo zampino inviando a Chieti, il 19 novembre scorso, tre finanzieri con il compito di acquisire una dozzina di fascicoli di altrettante aziende che, attraverso il Sia (Servizio integrato Assindustria) hanno svolto formazione professionale in quattro corsi, pagando la propria quota rimborsata poi dalla Regione. Così dovrebbe essere sulla carta. Ma la procura pescarese ha aperto un’inchiesta per una presunta truffa, tutta da dimostrare, che coinvolge il Sia, braccio operativo di Confindustria Chieti, quindi presieduto da Primavera e diretto dall’avvocato teatino Ettore Del Grosso. Il punto da chiarire è se le ricevute di avvenuto pagamento dei corsi, le quietanze, in particolare le firme, sono vere o no. Ammesso e non concesso che siano false, il coinvolgimento di Primavera, che fino a poche ore fa era in corsa per la presidenza dell’ente camerale e ora non lo è più, parrebbe un fatto meramente oggettivo. Oppure non è così. Cerchiamo di dare una risposta. Tra i fascicoli acquisiti dalla Finanza ci sarebbe anche quello di una società riconducibile a Primavera. Che conferma al telefono l’indiscrezione ma aggiunge di aver a suo tempo ottemperato al pagamento e di aver avviato, alcuni giorni fa, procedimenti disciplinari nei confronti del direttore Del Grosso e due impiegati. A questi sono state già chieste spiegazioni sulle irregolarità, per ora presunte, che sarebbero state riscontrate nei conti del dare e avere del Sia e delle società che hanno beneficiato dei corsi. In base alle risposte dei tre, il Sia, che si avvale della consulenza dell’avvocato Giancarlo Tittaferrante, deciderà se applicare o no provvedimenti drastici verso i tre.
Torniamo alla corsa per la presidenza della Camera di Commercio. Alla giunta di Confindustria, Primavera ha ufficializzato il passo indietro e, al telefono, dichiara: «Ci dovrà essere un candidato eletto all’unanimità». La possibilità che sia Filippo Antonio De Cecco tramonta subito. Fa capolino Roberto Di Vincenzo. Ma a fare il sacrificio forse tocca ad Angelo De Cesare, presidente Ance. Si attendono sviluppi si tutti in fronti.

