Il caso Thales finisce in Parlamento
Interpellanza di Melilla (Sel) per scongiurare il licenziamento di 32 tecnici
CHIETI. Il deputato Gianni Melilla (Sinistra Ecologia e Libertà) si muove sulla vertenza Thales di Chieti Scalo e scodella un'interpellanza ai ministri dello Sviluppo economico, del Lavoro e dell'Interno per evitare la chiusura dello stabilimento teatino.
Questo è uno dei cinque siti italiani della multinazionale francese, dove si effettuano lavorazioni di alta tecnologia nel campo della difesa, sicurezza e protezione civile. In particolare si progettano, realizzano e manutengono anche sul campo, con l’utilizzo di personale altamente specializzato, apparati e sistemi in dotazione alle forze armate, alle forze dell’ordine ed alla Protezione civile/Vigili del fuoco, per il contrasto ad attentati terroristici, alle minacce nucleari, biologiche e chimiche, e sistemi di controllo, alcuni dei quali sono attualmente utilizzati nelle missioni internazionali in cui sono impegnate anche le forze armate italiane. I lavoratori sono particolarmente preoccupati per i paventati licenziamenti annunciati dalla Thales, mentre secondo i sindacati la situazione è molto complessa.
L'azienda, infatti, ha minacciato 32 licenziamenti e ha avviato, in maniera unilaterale, le procedure di cassa integrazione ordinaria per 66 dipendenti del sito di Chieti dove operano 107 lavoratori, tutti con un profilo professionale altamente qualificato. Nel frattempo dal 1 luglio è scattata la riorganizzazione del sito teatino con la suddivisione in tre aree di lavoro. E ci sono delle attività che vengono svolte per lo più nella sede di Sesto Fiorentino: «Per questo il timore è che ci sia un trasferimento dei lavoratori e il rischio concreto che lo stabilimento di Chieti Scalo venga smantellato» si legge nell'interpellanza di Melilla. Il deputato vuole sapere dai ministri interpellati «se non intendano intervenire con urgenza per scongiurare che un'importante struttura industriale e di ricerca possa essere chiusa, tutelando i dipendenti e il futuro industriale dell'intera area teatina». (a.s.)
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