Il castello è ferito: crepe sulle mura e area in abbandono

7 Gennaio 2020

Ortona. Tavole della passerella rotte e cavi elettrici a terra In alcuni punti il percorso è ormai insidioso per i visitatori 

ORTONA. In questi mesi lo abbiamo visto colorarsi di varie tonalità, dal rosa del Giro d'Italia al tricolore della bandiera italiana. Affascinante come sempre, dominante in cima al colle che si affaccia sull'Adriatico, eppure il Castello aragonese è ferito. Lo è nella sua struttura così come nei dettagli che andrebbero maggiormente esaltati.
«Il contesto è straordinario, tutto molto bello, ma andrebbe curato maggiormente». Sono queste le parole rilasciate al Centro tempo fa da una famiglia bergamasca in vista al maniero. D’altronde basta dare un’occhiata ai gradini e alle passerelle installate all’interno: grate in ferro ricoperte di tavole in legno, molte delle quali si presentano però rotte o venute del tutto a mancare. Un aspetto che non contribuisce alla valorizzazione del monumento storico e soprattutto potrebbe mettere a rischio l’incolumità di chi lo visita. Se ad esempio qualcuno inciampasse o mettesse in fallo un piede in uno di questi punti dove i rivestimenti sono instabili o addirittura mancanti? È una domanda che sorge spontanea anche notando un altro pericolo che si presenta sul verde e curato - questo sì - prato della fortezza aragonese.
Ieri, così come nei giorni addietro, la copertura metallica a protezione di un pozzetto si mostrava non esattamente al suo posto, tanto da lasciare aperto un pericoloso buco. In un’altra zona del castello cavi elettrici giacciono in un angolo pronti ad essere utilizzati all’occorrenza, mentre in un’ulteriore zona una piccola recinzione è stata divelta senza che nessuno abbia proceduto alla sua sistemazione o alla definitiva rimozione.
A tutto questo si aggiungono i timori per la struttura: in più parti, infatti, si possono notare crepe sulle mura di quello che è uno dei maggiori simboli storici di Ortona. Lesioni già da tempo riscontrate tant’è che il Comune, con il sindaco Leo Castiglione, si era attivato nel 2017 inviando una segnalazione alla sede dell’Aquila della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici nella quale veniva evidenziata «la presenza di un quadro fessurativo di alcune pareti».
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