Il cementificio nel degrado all’asta per 184mila euro

7 Novembre 2019

Il rudere della Sacci in concordato preventivo al centro di una vendita giudiziaria Via alle offerte anche per una cava di 12 ettari a Pretoro e un terreno a Rapino

CHIETI. «Gli immobili siti in Chieti Scalo risultano essere allo stato brado ed in totale abbandono». Basta questa frase scritta sulla perizia per descrivere il cementificio in disuso di via Penne, a picco sul fiume Pescara. Un mostro che cade a pezzi e che domani andrà all’asta per 184.200 euro insieme ad altre 38 proprietà, tra terreni, magazzini, appartamenti, garage e negozi del gruppo Sacci scivolato in concordato preventivo.
SITO FATISCENTE. «Pericolo», così avverte il cartello giallo appeso all’ingresso dell’ex cementificio, un sito di oltre 8mila metri quadrati tra le case. Siamo nella zona Sir, il Sito di interesse regionale per l’inquinamento: qui dal 2008 è vietato usare l’acqua dei pozzi a causa dei veleni scoperti nel sottosuolo ma da 11 anni la bonifica non parte. Così, il rudere abbandonato si staglia al centro di un terreno costellato di discariche abusive come un altro simbolo di un’area della città che non riesce a superare il suo passato. La perizia sull’immobile prosegue: «Per dovizia di particolari si specifica che all’interno della particella 498 è stata edificata una torre per lo stoccaggio ed il trasporto di inerti, mediante nastro trasportatore».
“AFFARE” A RISCHIO. La stessa frase di due righe che ripercorre il degrado dell’ex cementifico innesca una previsione: anche stavolta l’asta, davanti al liquidatore giudiziale Riccardo Tiscini a Roma, potrebbe andare deserta. Un “affare” che rischia di saltare fin dall’inizio. E non sarebbe la prima volta per la stessa zona di via Penne: altri due siti sono al centro di vendite giudiziarie, l’ex conceria Cap e un palazzo della Sixty di 5 piani, ma nessuno si è fatto avanti finora.
EX CONCERIA E SIXTY. La vendita dell’ex conceria è finita in un vicolo cieco: da un importo milionario, il valore è crollato fino a zero ma a scoraggiare gruppi imprenditori interessati al complesso da 30.625 metri quadrati è il costo della bonifica stimato in oltre 3 milioni. L’ex conceria, nonostante sia dismessa da decenni, resta una delle sorgenti dell’inquinamento dello Scalo. L’immobile nero della Sixty – in passato ha ospitato il centro direzionale del marchio di abbigliamento Murphy & Nye – è ancora in vendita a una base di 276mila euro ma anche in questo caso regna il degrado: una perizia immobiliare del 2017 per conto del tribunale di Roma dice che «il piano seminterrato non è stato visionato in quanto inaccessibile a causa di allagamento dei locali» che dura ormai da oltre due anni. C’è un collegamento tra le due proprietà: entrambe sono legate alla Revi srl di Roma, società fallita.
LE ALTRE PROPRIETÀ. Tornando alla vendita giudiziaria che riguarda il colosso del cemento, ci sono anche 12 appartamenti a Castelraimondo e Gagliole in provincia di Macerata, una cava di circa 12 ettari a Pretoro a 103mila euro, un terreno di 8 ettari a Rapino per 26mila euro, altri terreni all’Aquila, Sulmona, Abbateggio, Cepagatti, Scafa, Notaresco e Castellalto, appartamenti, uffici e un terreno a Cagnano Amiterno, altri appartamenti a Tortoreto e un garage e un terreno a Mozzate (Como) e Baone (Padova). Il totale supera 1,2 milioni di euro.