Il centrodestra attacca: «Le tasse saranno alzate»

Pre-dissesto, reazione dell’opposizione alle dichiarazioni di Ferrara sul “Centro” La Lega: rischio stangata su asili nido e mensa. FdI: maggioranza senza idee
CHIETI. Piovono critiche sulla scelta del pre-dissesto. L’opposizione va all’attacco con Lega e Fratelli d’Italia, mentre più morbida si rivela la posizione dell’Unione di Centro, fino ad arrivare al gruppo Di Iorio che ha votato a favore del pre-dissesto. Il sindaco Diego Ferrara guarda invece al nuovo anno con positività, dicendo che per lui l’anno del pre-dissesto sarà anche «l’anno della rinascita» e che «le tasse non verranno alzate» visto che «sono già al massimo».
TASSE DA ALZARE Il capogruppo Lega Mario Colanonio smentisce il sindaco proprio sulle tasse: «Non mi risulta che le tariffe relative ad asili nido, trasporti e mense siano al massimo», dice, «ritengo invece che la nuova amministrazione dovrà alzare tutte le tariffe dei servizi a domanda individuale e vedremo cosa succederà per Tosap e Tari e per le aliquote Imu che dovranno adottare. Certamente, avviando il pre-dissesto il Comune otterrà cash dal ministero per 15 milioni di euro, ma si adotteranno provvedimenti forti. Quella del pre-dissesto ritengo sia stata una scelta azzardata, anche in previsione del fatto che già dall’inizio dell’anno i Comuni beneficeranno di finanziamenti per le entrate non percepite nel 2020 a causa del Covid».
MANCATI INCASSI Per il capogruppo FdI Carla Di Biase il problema che il Comune non sembra intenzionato a risolvere è quello della riscossione. «Lasciando da parte la polemica della differenza tra debiti e accantonamenti di legge», dice la consigliera, «la scelta del pre-dissesto poco risolverà se non si appresterà a trovare soluzione al problema dei mancati incassi. Perché quello che noi continuiamo ad aspettarci, al posto di ricorrere a una procedura straordinaria che altro non farà se non spalmare il debito in 15 anni e aumentare le tasse, è una presa di coscienza e una decisione seria circa le modalità di recupero dei mancati introiti. Questa è la vera sfida». Per Di Biase, il pre-dissesto è anche la «scelta politica di chi, alzando bandiera bianca, chiede che gli venga indicata la strada maestra». E l’ex vicesindaco Giuseppe Giampietro (FdI) rincara la dose: «Siamo di fronte a una maggioranza eterogenea con pseudo-idee divergenti e confuse. Si va avanti alla giornata con tutte le componenti della maggioranza che si rincorrono giocando a chi la dice più grossa, con una smodata smania di protagonismo».
PIANO DI RIENTRO Meno marcato l’attacco dell’Udc che, pur non condividendo la scelta, si dice disposto a lavorare al ripiano dei debiti: «Prendiamo atto, pur non condividendola, della scelta politica di avviare il pre-dissesto», dice il capogruppo Udc Mario De Lio, «ma, visto che l’Udc è sempre stata una forza politica responsabile, fin da ora si rende disponibile a un confronto costruttivo per la stesura del piano di riequilibrio». Anche il gruppo Di Iorio, vale a dire i consiglieri Bruno Di Iorio, Giampiero Riccardo e Maurizio Costa, attende la stesura del piano. «Al sindaco», dice Riccardo, «abbiamo sempre chiesto di indicarci con chiarezza come intendesse affrontare la drammatica situazione finanziaria ereditata dalla passata amministrazione. Per coerenza e coscienza abbiamo approvato il pre-dissesto. Il nostro credito politico però si esaurirà al momento della presentazione del piano. La condizione principale per noi è una: che non siano i cittadini teatini a pagare ancora una volta gli errori del passato. Occorre un piano che risani prima di tutto i conti per poi efficientare e rilanciare i servizi. Se così sarà, noi siamo pronti a fare la nostra parte».

