«Il centrodestra rischia se dice no a Cappa»

30 Marzo 2021

Vasto verso il voto. D’Alessandro (Lega): è la nostra candidata ufficiale, attenti agli equilibri politici

VASTO. «Dire no alla candidatura ufficiale della Lega, che ha messo a disposizione dell’intera coalizione di centrodestra e delle formazioni civiche il nome di Alessandra Cappa, può essere pericoloso per gli equilibri politici». Davide D’Alessandro, capogruppo consiliare del partito di Matteo Salvini, torna alla carica e avverte gli alleati.
Tra veti e mal di pancia resta in salita la strada del centrodestra per giungere alla individuazione del candidato sindaco da schierare alle amministrative di autunno. «La questione resta esclusivamente politica», osserva D’Alessandro, «se si dice no alla candidatura ufficiale della Lega, che non lancia i candidati dalla finestra, si sta dicendo no alla Lega, non a questo o a quel candidato, e tutto ciò può essere un tantino pericoloso per gli equilibri politici. Trovare in giro per il mondo, non solo a Vasto, un candidato totalmente condiviso, che non faccia venire il mal di pancia a qualcuno, è uno sport sempre praticabile, ma destinato all’insuccesso. In politica conta la mediazione e, a fronte di elezioni comunali che si svolgono in ben 72 comuni d’Abruzzo, la mediazione è necessaria per garantire la giusta ed equilibrata rappresentanza, non secondo le isterie di qualcuno, ma secondo i numeri che una forza politica è in grado di far valere. Dopo la mediazione, però, arriva la decisione».
Secondo il capogruppo leghista «va fatta chiarezza anche in merito all’universo civico e alle possibili liste considerate minori. Solo uno sciocco può sottovalutare l’importanza di un’aggregazione larga, politica e civica, ampia e compatta», annota, «ma se aumenta il numero dei galli e dei galletti, il numero di chi si crede Napoleone mentre è soltanto un brav’uomo o una brava donna in grado di dare una utile mano alla causa, il problema diventa ingestibile. Di grazia, tra i civici, tutti rispettabili, avete individuato un qualche fenomeno o fenomena? Ho già avuto modo di dire sulla stampa che nella sesta città d’Abruzzo, Regione guidata da due anni, e bene, dai partiti del centrodestra (non dai civici), non si può non avere un candidato identitario. Se altri hanno paura di mettere faccia e simbolo, la Lega no. Se la Lega ha il candidato, che cosa le dovrebbe impedire di offrirlo alla coalizione? Lo comunica alla stampa, cioè alla città, e al tavolo regionale per la decisione finale. Se la Lega offre alla luce del sole il nome del candidato, che potrebbe diventare il primo sindaco donna della storia di Vasto, dov’è il problema? Se il centrodestra saprà essere umile, compattandosi intorno a ciò che è realistico e non utopistico, potrà affrontare la competizione a testa alta e puntare alla vittoria. Se, invece, com’è accaduto in passato, i veti superassero i voti, allora sarebbe grave. So bene che, tra coloro che hanno perso tre volte, c’è anche chi non disdegnerebbe la quarta sconfitta».
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