Il centrodestra: sindaco, dimettiti

Ortona. Sale la tensione politica in attesa della formazione della nuova giunta
ORTONA. Tutti contro il sindaco. La politica ortonese punta il dito contro Vincenzo D’Ottavio e in attesa della costituzione della nuova giunta il clima si fa sempre più incandescente. Il blocco politico e civico di centrodestra, formato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Socialisti Italiani, Per Ortona e Ortona in Comune, chiede a gran voce le dimissioni del primo cittadino, certificandolo come «un gesto di responsabilità verso la città. Qualora dovesse continuare a ritenere di non aver fallito il suo progetto politico e di aver ben amministrato», fanno sapere i rappresentanti del centrodestra, «lo invitiamo a volersi ricandidare lasciando così che siano gli ortonesi a giudicare il suo operato».
A chiedere le dimissioni di D’Ottavio è anche l’ex assessore comunale Valentino Di Carlo: «Il risultato dell’ennesimo fallimento politico dell’amministrazione va ricondotto a scelte del sindaco, che non ha avuto il coraggio di chiedere il conto al proprio partito in misura di dialogo e confronto ma ha preferito ledere la dignità politica di altri partiti e disinteressarsi di quella umana delle persone». Lo stesso Di Carlo poi aggiunge: «Consapevole che le sue stesse azioni politiche lo hanno lasciato solo, il sindaco dovrebbe solo dimettersi e ridare alla città la possibilità di decidere il proprio futuro evitando di farla agonizzare fino al 2017».
E infine sulla situazione politica di Ortona interviene anche il Partito democratico regionale: «Non è consentito a nessuno protrarre la crisi oltre ogni limite, la città ha bisogno di risposte, a partire da D’Ottavio e dal Pd» affermano il segretario regionale del partito di centrosinistra, Marco Rapino, e il segretario provinciale Chiara Zappalorto con i consiglieri regionali Silvio Paolucci e Camillo D’Alessandro. «Questa è la proposta», chiarisce Rapino, «circa la composizione della nuova giunta: un assessore scelto dal sindaco, due assessori al Pd e il resto della squadra concordata con la coalizione». (a.s.)
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