Il cinghiale rovina l’auto Il giudice: paga la Regione

6 Marzo 2016

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. «E’ responsabile la Regione per i danni causati dalla fauna selvatica». Lo ha stabilito il giudice onorario del tribunale dell’Aquila, Antonella Camilli, che ha accolto con...

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. «E’ responsabile la Regione per i danni causati dalla fauna selvatica». Lo ha stabilito il giudice onorario del tribunale dell’Aquila, Antonella Camilli, che ha accolto con sentenza parziale la richiesta di risarcimento danni subiti da un uomo che, nel luglio 2010, mentre era alla guida lungo la strada comunale a Sant’Eusanio del Sangro, si scontrò con un cinghiale, uccidendolo, riportando danni alla sua vettura.

Il got ha riconosciuto la responsabilità della Regione e non già della Provincia di Chieti (entrambe erano state citate in giudizio), rimettendo la quantificazione del danno economico con separata sentenza non appena il ctu depositerà la quantificazione economica del danno subito dal ricorrente. Il legale della parte attrice, l’avvocato Bruno Massucci, ha sostenuto e dimostrato che la Regione è responsabile del danno subito dal suo cliente secondo l’articolo 2043 del codice civile.

Il giudice onorario, a sostegno della motivazione di condanna della Regione, afferma che «la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e che le Regioni a statuto ordinario esercitano funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistica mentre alle Province spettano le funzioni amministrative in materia di caccia e di protezione della caccia. Quindi», osserva il giudice Camilli, «alle Regioni compete l’obbligo di predisporre tutte le misure idonee ad evitare che gli animali selvatici arrechino danni a persone e cose e, pertanto, nell’ipotesi di danno provocato dalla fauna selvatica, la Regione può essere chiamata a rispondere ai sensi dell’articolo 2043 del codice civil».

A dimostrazione della responsabile dell’ente regionale, il ricorrente ha prodotto non solo prove fotografiche del danno alla vettura e dell’esemplare di cinghiale rimasto a terra ma anche prove testimoniali facendo emergere la sussistenza dell’elemento oggettivo (condotta-nesso di causalità-evento). In zona, inoltre, non c’era segnaletica verticale per avvisare la presenza di ungulati. Fra i testimoni citati dalla parte ricorrente c’era anche il sindaco di Sant’Eusanio del Sangro, il quale precisò che sinistri come quello si verificano almeno una volta a settimana.

Alessandro Depalo