Il club dai proclami al rischio fallimento

Prima Pomponi poi Giacomini: la società verso il baratro. Nei giorni scorsi il proiettile ai dirigenti
CHIETI. Dai proclami di Giorgio Pomponi ai risultati umilianti dell’era Mauro Giacomini. Il Chieti calcio sta toccando il punto più basso della sua storia. L’arrivo degli imprenditori romani ha allungato l’agonia della società neroverde, che ha un piede e mezzo in Eccellenza e rischia il fallimento.
Nell’estate del 2015, la società è passata da Walter Bellia a un personaggio romano, Pomponi, che si è presentato in città promettendo la serie B e sbandierando progetti ambiziosi. Pomponi ha chiesto per mesi al Comune la gestione ventennale dello stadio Angelini per organizzare eventi e concerti che avrebbero creato nuove risorse economiche per la società. Ma i troppi debiti che il Chieti ha accumulato negli anni con l’Erario hanno impedito a Pomponi di ottenere quello che voleva. Dopo essere stato duramente contestato dalla tifoseria, ad agosto ha lasciato la società nelle mani di Giacomini, altro personaggio della capitale venuto a Chieti per fare calcio, nonostante la drammatica situazione economica del club. La società si trascina da anni un fardello di debiti, vertenze, decreti ingiuntivi, pignoramenti e adesso anche di istanze di fallimento.
Lunedì 5 dicembre è il giorno decisivo per conoscere il futuro del sodalizio neroverde. In tribunale, davanti al giudice Nicola Valletta, è stata fissata l’udienza per discutere delle istanze di fallimento presentate dai creditori. L’ultima è quella dell’ex vicepresidente Walter Costa che si è rivolto ai giudici per recuperare circa 70mila euro prestati alla società e mai restituiti. Le altre istanze di fallimento sono state presentate dalla Satam, azienda che opera nel campo del trasporto pubblico locale e che avanza un credito di circa 13mila euro, e da una società che si occupa di servizi per la biglietteria.
Le vicende della squadra cittadina hanno creato tensione in città. Nei giorni scorsi al presidente Giacomini e al tecnico Alberto Mariani è stata indirizzata una lettera anonima di minacce contenente un proiettile. Sul caso proseguono le indagini della Digos di Chieti, coordinate dalla Procura di Pescara che ha aperto un’inchiesta per minacce aggravate. Tra episodi di cronaca nera, istanze di fallimento e risultati negativi sul campo, la città resta con il fiato sospeso in attesa di conoscere il destino della squadra neroverde.
Giammarco Giardini
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