Il comitato insiste: non chiudete il convento

Guardiagrele. Sindaco e delegazione di fedeli all’Aquila dal ministro provinciale dei cappuccini
GUARDIAGRELE. L’ennesimo atto per scongiurare la chiusura dell'antico convento francescano è stato compiuto l'altra mattina dal sindaco Donatello Di Prinzio e dai componenti del comitato "Amici del convento": Paolo Rullo, Roberto Di Giuseppe e Katiuscia DI Crescenzo, con un viaggio all'Aquila per consegnare una lettera nelle mani del ministro provinciale dei frati minori, padre Matteo Siro, delegato a dire l'ultima parola sul previsto trasferimento del parroco padre Luca Di Panfilo e del suo confratello padre Marcello Graziosi che, molto probabilmente, determinerebbe la chiusura dell’antica struttura francescana, fondata nel 1599.
«Sentiamo la necessità di scrivervi», si sottolinea nella lettera, «per poter meglio esprimere ciò che stiamo provando, sopratutto in questo delicato periodo della nostra esistenza umana e cristiana. Le piccole fragilità di ognuno di noi, hanno sempre trovato rifugio, comprensione, accoglienza e amore nella comunità creata dai frati cappuccini del convento di Guardiagrele». La lettera, evidenzia poi l'opera svolta dai francescani nella cittadina, con una presenza costante nelle vite di tutti, sia nei momenti gioiosi che in quelli difficili. «Il legame armonioso che ha sempre accompagnato la presenza dei cappuccini tra di noi», prosegue la lettera, «ci spinge a chiedere un dialogo di condivisione, per trovare insieme, con amore, una soluzione». Nella lettera si evidenzia quindi che l'allontanamento dei frati dalla cittadina porterebbe una ferita profonda nella vita di ogni guardiese e si invita quindi il padre provinciale a trovare un punto di incontro. Si scarta inoltre la possibilità di far proseguire la vita del convento come una parrocchia. «I nostri avi», si ricorda infatti, «su sollecitazione popolare, con atti giuridici pubblici e con opere di manutenzione straordinaria e dopo pesanti terremoti, fecero un patto per ottenere nella cittadina proprio la presenza dei cappuccini e non quella di un clero secolare». Nella lettera si precisa, infine, che la parrocchia deve essere gestita dai frati minori cappuccini con l'Ofs e la Gioventù francescana e con tutte le altre attività collaterali che sono state coltivate nel corso degli anni. «Siamo dunque qui», conclude la lettera, «a rivendicare il diritto di una comunità francescana di fare il possibile e l'impossibile, dinanzi a una scelta che non appare in armonia con lo spirito di comunione e di condivisione. La scelta di una chiusura potrebbe rivelarsi dirompente e devastante per un percorso e un progetto comunitario-parrocchiale appena risbocciato e fatto germogliare in questi anni come una fragile piantina, con il sacrificio del tempo e la passione di tanti fedeli».
Tutti ora, sperano in un ripensamento da parte del padre provinciale ricordando che nella cittadina i cappuccini sono un grande punto di riferimento non solo per la comunità parrocchiale, ma anche per quella civile e istituzionale.
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