Il Comitato: qui l’ospedale di area disagiata

Atessa. Il portavoce del sodalizio in difesa del San Camillo: il presidente della Regione ci incontri subito
ATESSA. «Dalle dichiarazioni dell’assessore regionale Nicoletta Verì è evidente la volontà di non tutelare l’ospedale di Atessa. Noi chiediamo di mantenere Atessa nella programmazione della rete ospedaliera della Regione e l’immediata e completa attuazione delle delibere della Asl che, su disposizione della Regione, prevedono il riconoscimento di “ospedale di area disagiata»: lo afferma Vincenzo D'Amario, portavoce del “Comitato spontaneo in difesa dell'ospedale San Camillo”.
Nei giorni scorsi ad Atessa si è svolto un incontro tra il sindaco Giulio Borrelli, il dirigente sanitario Rossana Di Nella, l’assessore regionale alla sanità, l’assessore regionale Nicola Campitelli, alcuni medici che lavorano nella struttura e altri provenienti da Lanciano e Chieti. «La situazione», sostiene D’Amario, «è ancora aperta e potrebbe sortire l’esito sperato: affermare il giusto ruolo territoriale del nostro ospedale. Ruolo che i dipendenti, medici e paramedici, portano avanti in modo egregio, vista l’attività prestata ancora oggi dal pronto soccorso, dalla medicina generale e, fino a una decina di giorni fa, dalla chirurgia ambulatoriale». Durante il confronto sono state fatte ipotesi sul San Camillo, ossia: presidio territoriale di assistenza («non prevede» afferma D’Amario «il pronto soccorso e nessun tipo di attività ospedaliera. Questa congettura fu già proposta dalla precedente amministrazione regionale e accantonata dopo le numerose proteste cittadine e delle amministrazioni comunali»); centro “vocazionale” per una non ben definita disciplina medica («È stata già bocciata dalla popolazione perché si tratta solo di ambulatori di visita» precisa D’Amario); ospedale di area disagiata che prevede: medicina generale, pronto soccorso, day surgery, possibili attività radiologiche ed indagini laboratoristiche. «Pur comprendendo», conclude il portavoce del comitato, «le difficoltà sulla mancanza di alcuni ruoli fondamentali come quello del direttore generale Asl, vorremmo capire le intenzioni della giunta regionale sul futuro del San Camillo e chiediamo un incontro urgente con il presidente della Regione, Marco Marsilio».
Matteo Del Nobile
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