Il Comitato: ridateci i reparti smantellati

Atessa. Dopo il dietrofront sulla destinazione del San Camillo alla cura del Covid-19, chiesto il ritorno di Lungodegenza e Medicina
ATESSA. La domanda è sempre la stessa: nell’ospedale di Atessa saranno o meno ricoverati i pazienti affetti da Covid-19? Partiamo da un dato: nei giorni scorsi il direttore della Asl, Thomas Schael, è andato ad Atessa è ha detto che il San Camillo sarebbe diventato Coronavirus hospital: ciò ha comportato il trasferimento dei pazienti di Medicina e Riabilitazione all’ospedale Bernabeo di Ortona, anche questo dedicato, sulla carta, al coronavirus. Ad Atessa dovevano andare 120 posti letto di degenza e 12 posti letto di terapia intensiva per la cura del virus.
Le cose però sono cambiate. «Abbiamo appreso», afferma in un nota il Comitato spontaneo in difesa del territorio, «dalla bocca dell’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, che Atessa accoglierà solo i Covid-19 paucisintomatici (quelli lievi) e per soli 40 posti (non più 120) cioè quanto basta per riempire un solo piano. Quindi tutto questo smantellamento da cosa è stato dettato? Nella conferenza stampa di giovedì scorso, lo stesso assessore, incalzato da un giornalista, ha dichiarato che il San Camillo non può essere Covid-hospital perché per il ministero quello di Atessa non è un ospedale ma un presidio territoriale di assistenza. Poi sono usciti come funghi i comunicati riparatori degli assessori regionali. Ma ormai», prosegue il Comitato, «non ci crediamo più. Non basta la promessa che i reparti torneranno indietro a fine emergenza. A oggi, l’unica delibera valida è quella del 12 marzo che parla di chiusura. Atto che non è stato mai modificato nonostante le nostre pressioni. Tutti questi fatti ci portano a pensare che la direzione sanitaria, approfittando dell’emergenza, abbia pianificato lo smantellamento definitivo del nostro ospedale. Al grido di “Sinistra o destra l’ospedale resta!” siamo pronti a dare battaglia e i reparti devono tornare immediatamente al loro posto».
Come se non bastasse in una delibera, la numero 267 del 19 marzo, il direttore della Asl ribadisce «di individuare quali sedi di Covid hospital gli stabilimenti di Ortona e Atessa».
Sull’argomento interviene l’ex assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci: «Premetto che questo non è il momento di fare polemica, ne parleremo al tempo giusto. Però ci sono alcuni fatti certi: Atessa è stata svuotata in una notte, c’è caos programmatorio e assenza di governance dalla Regione alla Asl che da un anno non ha un direttore sanitario. Gli atti così contraddittori e quello che sta accadendo ad Atessa, Ortona, Lanciano e Vasto provano il caos. Ho vissuto critiche molto accese per molto molto meno. Avete struttura e personale disponibili, appunto Atessa, in questa fase è un terribile errore non utilizzare questa disponibilità».
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