Il commercio si organizza: «Così resistiamo alla crisi»

3 Novembre 2020

Dal ristorante che apre all’alba al parrucchiere che fa sconti per tutto il mese Ecco le storie delle attività che si reinventano per fronteggiare l’emergenza

LANCIANO . Come dicono gli anglosassoni se la vita ti dà solo limoni, impara a fare una limonata. Deve esserci un pizzico di follia, di coraggio, di faccia tosta e di resilienza e in chi, durante la crisi economica e sanitaria più grave del secolo, ha imparato a fare di necessità virtù, limonate appunto. Ci sono alcune storie che vale la pena raccontare. Come quella di Filippo De Sanctis, titolare del ristorante Essenza, a San Vito Chietino. Se a cena non si può più andare al ristorante, Filippo allora apre la domenica all’alba, per vederla sorgere sul mare con colazione dolce o salata. «Ho pensato a come fare per non mandare a casa nessuno dei miei ragazzi», dice. «Aprendo solo a pranzo avrei avuto meno ore e ho deciso di offrire anche questo servizio. La cosa bella è che i ragazzi hanno dato massima disponibilità, per loro non è un problema venire a lavorare alle 4 del mattino. E in tre ore la colazione all’alba di domenica prossima è andata sold out». Filippo durante il lockdown ha sperimentato l’asporto con vasetti di vetro dove ci sono alcune pietanze, dall’antipasto al dolce, che si cuociono con la tecnica della vasocottura e che si possono semplicemente scaldare sui fornelli di casa. «Sto pensando ad un progetto per un locale che venda solo in questa formula, che è andata molto bene», spiega. «Julio Velasco diceva che il giocatore ideale è quello che trova soluzioni e non problemi e io un po' sono così».
Anche Maddalena Valentini, organizzatrice di eventi e titolare di un negozio di oggettistica in corso Bandiera, ha trovato la sua limonata. Durante il lockdown ha fotografato, raccontandoli, quasi ogni oggetto custodito nella sua attività, si è inventata tutorial sui social e ha fatto consegne nelle case, accompagnando gli oggetti con una frase e un piccolo omaggio. In questo periodo ha anticipato di oltre due settimane l’allestimento di Natale e continua a parlare ai suoi clienti sui social con costanza. «Il mio atteggiamento positivo è servito a me e a loro», commenta. «A me per restare a galla e ai clienti per sapere che c’ero». Francesco Maccione, 30 anni, titolare della pasticceria artigianale a conduzione familiare, “Il Pasticcino”, si è inventato l’aperibox, scatole con stuzzichini che arrivano direttamente a casa con bevande, bicchieri e cannucce sigillati monouso. Risultato? «Ne abbiamo consegnati tantissimi», racconta, «e anche questa estate sono stati gettonatissimi per le lauree. Un consiglio che darei? Guardarsi attorno: ci sono tante opportunità, basta coglierle».
Silvio Luciani, hair stylist e titolare di un negozio nella zona Cappuccini, pensa anche a chi è meno fortunato e a novembre offre nel suo salone il 20% di sconto a tutti quelli che lavorano in categorie colpite dal Dpcm. E se fosse costretto a fermarsi? «Sono anche formatore e sto lavorando online», spiega, «inoltre continuo a “studiare”, mi servirà per quando sarà tutto finito». Costantino Di Toro, titolare del ristorante La Torre a Lancianovecchio, ha voluto sfruttare il tempo “morto” della domenica pomeriggio. «Amo tutto ciò che viene da Londra e ho pensato di organizzare un afternoon tea con pasticceria dolce e salata, selezione di thè particolari e bollicine», dice, «facciamo asporto, siamo aperti a pranzo, ma queste cose ci tengono vive il locale e la mente».
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