Il Comune assume: 4 posti da impiegati e vigile urbano

Domande entro il 19 marzo, Di Prinzio: «Abbiamo bisogno di personale» Scoppia la polemica, l’opposizione: «Bandi possibili grazie al nostro impegno»
GUARDIAGRELE. A Guardiagrele il Comune torna ad assumere. Partono quattro concorsi per due funzionari, un contabile e un vigile urbano. Si cerca, in particolare, un istruttore direttivo tecnico, categoria D (richiesto il diploma di laurea triennale/magistrale o vecchio ordinamento), un istruttore direttivo contabile, categoria D (richiesto il diploma di laurea vecchio ordinamento, quello di laurea triennale o quello di laurea magistrale/ specialistica), un istruttore contabile, categoria C (richiesto il diploma di maturità di ragioniere e perito commerciale o qualsiasi diploma di istruzione secondaria accompagnato da un titolo di studio superiore assorbente), un istruttore di vigilanza, categoria C. Per tutti i concorsi, la scadenza per la presentazione delle domande è il 19 marzo prossimo. Per tutti i dettagli è possibile consultare il sito del Comune alla sezione Bandi e concorsi.
«L’indizione di questi concorsi», dice il sindaco Donatello Di Prinzio, «nasce dalla necessità di acquisire personale in diversi settori degli uffici comunali, che stavano lavorando con meno figure rispetto quelle necessarie. Per questo motivo ci siamo messi a lavoro da subito con l’assessore al personale Pierluigi Dell’Arciprete che ha lavorato dal primo giorno per riorganizzare la macchina operativa del Comune». Di Prinzio non manca di bacchettare la precedente amministrazione di Simone Dal Pozzo: «Questi quattro concorsi», sottolinea il nuovo sindaco, «arrivano dopo anni di immobilismo della passata amministrazione che non ha mai pensato a ricoprire i posti del personale andato in pensione, lasciando sguarniti molti settori strategici».
L’ex maggioranza, ora minoranza, replica invece sostenendo esattamente il contrario. Per la capogruppo di Guardiagrele il Bene in Comune, Marilena Primavera, l’avvio dei concorsi non è altro che la conferma della «validità di un lavoro che avevamo iniziato. I bandi sono l’effetto della programmazione della giunta Di Prinzio che sostanzialmente conferma la precedente e che, salvo alcune differenti valutazioni, ci dice che i piani precedenti avevano visto giusto nell’individuare le nuove figure da assumere. Verifichiamo che dagli esposti alla Funzione pubblica e alla Corte dei conti dell'opposizione dell'epoca, si è finalmente passati alla conferma di un impianto che aveva sfruttato al massimo tutte le opportunità che una normativa ancora restrittiva ci aveva concesso. Oggi forse si è finalmente capito che qualche anno fa non ci fu nessun licenziamento e che, anzi, proprio quelle decisioni prese per salvare il bilancio dalla bancarotta, oggi consentono di procedere ai concorsi. Del resto se davvero non ci fossero fondi e disponibilità, come si va dicendo da qualche mese, si dovrebbe tagliare anziché fare assunzioni».

