«Il Comune ci rimborsi per le tasse pagate»

15 Gennaio 2015

Lite sui palloni pressostatici. I centri sportivi Anxa Village e Ruscello: noi penalizzati nell’attività

LANCIANO. «O il Comune ci rimborsa quanto pagato nel 2012, ossia 13mila euro, per ottenere il permesso a costruire e sistemare i palloni pressostatici sui nostri campi o ci fa una compensazione sugli oneri come Tarsu e Imu. Non esiste che si facciano due pesi e due misure, che ci sia chi questi oneri non li paga, e non lo fa da anni, ma riesce a mandare avanti comunque l’attività». Chiedono rimborsi e chiarezza, Roberto Valente e Giancarlo Ranieri, proprietari rispettivamente dei centri sportivi Anxa Village e il Ruscello sulla questione delle coperture dei campi da tennis e da calcetto con i palloni pressostatici. Un chiarimento alla luce di quanto sta accadendo al Circolo tennis Lanciano a cui il Comune guidato dal sindaco Mario Pupillo, ha notificato l’ordinanza di rimozione dei palloni installati durante la stagione invernale sui due campi di proprietà. Ora il Circolo ha 60 giorni per presentare ricorso al Tar contro l’ordinanza, la seconda che viene recapitata in via Santo Spirito. La prima risale all’aprile scorso dopo che i controlli del Comune al Circolo evidenziarono presunte irregolarità: le coperture erano considerate un abuso edilizio. Problema che, per il Comune, risale al 2008 quando, in fase di stesura del piano regolatore fu cambiata la destinazione di quei terreni da “area per gli insediamenti sportivi” in area a verde pubblico e non in area a verde pubblico attrezzato. E su quei terreni non si può fare nulla

Ma la questione pare diversa, non riguarda solo il Prg ma le leggi. «Fino al 2011 il Comune applicava una norma secondo la quale per le coperture pressostatiche stagionali bastava una comunicazione agli uffici, non servivano autorizzazioni», spiega l’ingegnere Alfredo Di Nardo, tecnico dell’Anxa Village, «nel 2012, invece, l’amministrazione ha imposto la necessità del rilascio del permesso a costruire con il calcolo dei parametri urbanistici e degli oneri della Bucalossi, per sistemare anche le coperture pressostatiche stagionali e ha comportato l'esborso di oneri consistenti». «Abbiamo pagato la Bucalossi e adeguato i campi da 13 a 20 mila euro», spiega Valente, «altri no, ma non possono esserci disparità di trattamento. È inconcepibile che Lanciano sia l’unico degli enti del Patto Sangro-Aventino che interpreta la regola in questo modo. Negli altri Comuni basta ancora la sola comunicazione». (t.d.r.)

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