«Il Comune decida tra ambiente e aziende»
Punta Penna. Dopo la sentenza del Tar sul cementificio, Azione Civile invita la giunta a prendere posizione
VASTO. «Basta con la politica del tirare a campare, senza mai affrontare di petto il problema e senza costruire una visione di futuro su un’area dove continuano, in maniera più o meno conflittuale, a convivere la riserva naturale di Punta Aderci e la zona industriale di Punta Penna».
Azione Civile Abruzzo, il movimento politico fondato dall’ex pm Antonio Ingroia, accusa la politica dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di Legambiente e Wwf contro il parere rilasciato dagli uffici comunali alla Vinca (valutazione di incidenza ambientale) sul cementificio nella fascia di protezione esterna della riserva. «Sono passati tredici anni da quando la Provincia di Chieti arrivò addirittura a ipotizzare la delocalizzazione della zona industriale», ricordano i referenti regionali di Azione Civile, «siamo passati dagli anni infuocati del dibattito sul Parco nazionale della Costa teatina, a un progetto di raddoppio del porto, così indispensabile e vitale (come affermato all’epoca) che si è arenato da anni, fino alla Zes (Zona economica speciale). Intanto l’amministrazione comunale di Vasto continua da una parte a vantare e sbandierare la spiaggia e dall’altra non riesce mai a mettere la parola chiara sulla qualità dell’aria sui “cattivi odori” che periodicamente residenti e turisti lamentano a Punta Penna. Nonostante innumerevoli segnalazioni a enti e istituzioni varie, una parola chiara e netta sulla fonte di questi “cattivi odori” e su come farli cessare non c’è mai stata. Alcuni cittadini puntano il dito sulla zona industriale e su un impianto in particolare ma, da parte soprattutto dell’amministrazione comunale, nulla è stato mai messo per iscritto e documentato», incalzano i rappresentanti di Azione Civile, «la politica, in primis il Comune, una volta per tutte la smetta con questa situazione: è compito imprescindibile di chi ha la responsabilità politiche dare risposte, documentare, trovare soluzione alle criticità, esprimere una visione su quell’area e sul futuro di tutti, non lasciare nell’incertezza operatori economici, sociali ed ambientalisti. La politica la deve smettere una volta per tutte con il piccolo cabotaggio, il cerchiobottismo e il tirare a campare». (a.b.)
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