«Il Comune ha gonfiato milioni di crediti»

20 Agosto 2015

Il revisore dei conti spiega le cause del maxi debito che farà finire Chieti nel baratro D’Amicodatri si sfoga: non ci hanno ascoltati, ci accusavano di essere bolscevichi

CHIETI. «Il Comune deve autodenunciarsi e riconoscere che le spese sono state maggiori delle entrate, se non lo fanno i dirigenti, che hanno 60 giorni di tempo dal 12 agosto, lo devono fare di ufficio i revisori dei conti». É quanto sostiene Valerio D’Amicodatri, uno dei reviori del Comune di Chieti.

Cosa è successo nelle casse del Comune di Chieti?

«Quello che sta succedendo in tutti i Comuni, ma a Chieti è accaduto in maniera maggiore. Un bilancio è fatto di crediti presunti sulla cui base vengono decise le spese. Il Comune di Chieti ha speso di più di quello che ha ricevuto ritenendo esigibili crediti che non lo erano o gonfiandoli».

Perché lo hanno fatto?

«I sindaci vogliono spendere di più perché questo costituisce fonte di consenso. Ma nel caso-Chieti sono stati spesi soldi finti».

Ci faccia un esempio.

«Nel bilancio il Comune ha previsto di ricevere dai cittadini per il 2013 e il 2014, 7 milioni e 300milaeuro, nonostante il calcolo sulle bollette fosse di 5 milioni, gonfiando così la previsione di entrata e causando forti sproporzioni sui debiti di cassa e in questo modo i debiti crescevano».

Il sindaco ha parlato di forte evasione e di colpa dei dirigenti che non hanno saputo riscuotere.

«Anche per quanto riguarda l’evasione tributaria, per esempio su Imu e Tarsu, è avvenuto lo stesso. Hanno previsto di riscuotere di più di quanto realmente potessero riscuotere. Su 11 milioni ne hanno riscossi 125mila euro. Identico discorso in bilancio sono stati iscritti crediti sui canoni concessori che sono quelle somme che i Comuni dovrebbero avere per esempio da Enel o Terna perché fanno passare le loro reti sul territorio comunale. Gli enti hanno fatto ricorso al Tar e quindi questi crediti si sono trasformati in entrate incerte».

E voi revisori cosa avete fatto durante questi anni?

«Abbiamo detto più di una volta che stavano spendendo di più di ciò che avevano e siamo stati tacciati di essere dei bolscevichi».

Tutta colpa dei dirigenti?

«Hanno le loro responsabilità ma venivano tirati per le orecchie, tanto che non si sono preoccupati neanche di riscuotere i crediti».

E sul patto di stabilità avete di nuovo bacchettato il Comune?

«Il 31 marzo abbiamo certificato il patto di stabilità ma in quella occasione non ci sono stati forniti alcuni documenti, visualizzati i quali abbiamo visto che non sono stati inseriti impegni di spesa per circa 3.835.188 euro tra fatture Aca 2013/ 2014 e pagamento della transazione tra Comune e Aca stessa. Ora quello che devono fare è autodenunciarsi, revocare il certificato sul patto di stabilità»

E questo cosa comporta?

«Riduzione dei trasferimenti statali, divieto di fare assunzioni e riduzione degli stipendi di sindaco e assessori».

E se non lo fanno?

«Lo fanno d’ufficio i revisori dei conti. Ma avendo i dirigenti 60 giorni di tempo ed essendo il nostro mandato già scaduto, non saremo noi a poterlo farlo».

Nuovi revisori?

«Sì, sono tre donne, tutte di fuori Chieti».

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