Il Comune mura l’ex scuola occupata dai rom

30 Gennaio 2022

L’edificio era sede dell’associazione “Le tre contrade”. Protesta il referente: nessun confronto con noi

LANCIANO. «Una delibera di giunta e un muro alla porta della sede: così viene spazzata via l’associazione “Le tre contrade” dopo 35 anni di onorata attività». Si sfoga così Eugenio D’Ovidio, ex consigliere comunale e referente del sodalizio, dopo che l’amministrazione comunale ha revocato il contratto e fatto murare l’ingresso della ex scuola elementare di Santa Maria dei Mesi. In questo modo l’associazione, punto di riferimento sociale delle contrade Torre Marino, Santa Maria dei Mesi e Candeloro dal dicembre 1986, è stata privata dell’uso dei locali che erano in comodato d’uso dal 2010. La decisione, messa nero su bianco a dicembre in una delibera di giunta, è stata presa dopo che, lo scorso agosto, l’immobile era stato occupato abusivamente da una famiglia rom di 9 persone.
«Le motivazioni appaiono carenti e deboli», sostiene D’Ovidio, «nessuna associazione che vive del tempo libero e dei contributi dei propri soci può permettersi un servizio di custodia degli immobili concessi in uso, durante le ore notturne. L’episodio di occupazione abusiva cui la delibera fa riferimento non è in alcun modo addebitabile all’associazione, che da oltre 35 anni svolge compiti culturali e sociali, non solo per le tre contrade ma per tutta la città. La decisione dell’amministrazione Paolini», prosegue D’Ovidio, «manifestata per il tramite dell’assessore al patrimonio Graziella Di Campli, è arrivata come un fulmine a ciel sereno il 16 dicembre, a neanche due mesi dall’insediamento, senza convocare o confrontarsi con me e senza offrire spazi alternativi. Una decisione che ha spazzato via una realtà consolidata delle contrade che nei decenni ha dimostrato di essere al servizio della comunità. Perché? La cittadinanza merita di essere informata. Il primo atto della giunta che ha riguardato le contrade si è, quindi, consumato erigendo un muro alla sede di una delle associazioni che tanto ha dato in termini culturali e sociali: un atto che stride con il programma elettorale del sindaco Filippo Paolini, che auspicava un ritorno al centro dell’azione amministrativa delle contrade. Forse non tutte, a questo punto, o solo alcune. Ci appelliamo alla sensibilità per le contrade dell’assessore Paolo Bomba, che nel 2010 da vicesindaco fu molto vicino all’associazione e alle sue attività quando venne riassegnata in comodato d’uso la scuola elementare». (s.so.)
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