Il Comune non paga, canile abbandonato

20 Marzo 2018

La quota mensile non versata da quasi un anno: ora il debito è di 80mila euro. I gestori: siamo in ginocchio, chiusura vicina

CHIETI. Quasi 80mila euro. Il Comune di Chieti non versa un euro per il canile rifugio comunale dal mese di aprile 2017: sono passati 11 mesi e, da allora, si è scavato un buco di 78.100 euro che ha messo in ginocchio la onlus Asada (Associazione amici degli animali) che gestisce il canile dal 1999 e assicura l’assistenza a 250 cani. «Purtroppo, adesso, non ce la facciamo più», dice il presidente Danilo Ciancaglini, «e se entro la fine di marzo non arriveranno risorse saremo costretti a chiudere e riporteremo le chiavi al Comune».
Lasciato da quasi un anno senza contributi, il canile è andato avanti grazie alle donazioni e all’apporto dei volontari. «Tanti amici ci hanno aiutato con il cibo e ci hanno lasciato donazioni. Noi ci siamo impegnati con l’organizzazione di manifestazioni di beneficenza per raccogliere fondi e, dopo la grande nevicata del 2017, abbiamo registrato la solidarietà di tutta Italia. Ma, ora, i soldi non ci sono più e, per il prossimo mese», dice Ciancaglini, «non potremo pagare neanche i 4 dipendenti che lavorano nella struttura, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 16». Ogni mese il Comune dovrebbe dare alla onlus 7.100 euro necessari al sostentamento degli animali, alle cure veterinarie e alle medicine e al pagamento dei dipendenti. «Le promesse del Comune sono continue», dice Ciancaglini, «abbiamo parlato con il sindaco Umberto Di Primio e con l’assessore Alessandro Bevilacqua che, con una lettera, ha sollecitato i versamenti ma non è servito a niente. Noi non chiediamo il pagamento immediato di tutto l’arretrato», continua il presidente, «ma abbiamo bisogno disperatamente della quota corrente per evitare la paralisi dell’ente. Per le somme arretrate siamo pronti anche ad aspettare».
L’appello del canile, affidato alla pagina Facebook, è diventato virale e sono migliaia le mail di protesta mandate all’indirizzo del sindaco da tutta Italia: «Se non verrà trovata soluzione, saremo costretti ad alzare bandiera bianca mettendo a serio rischio il destino di tante povere anime che non hanno colpa della situazione venutasi a creare», dice il messaggio.
La risposta del Comune è un’altra promessa: «L’ufficio Sanità», assicura Bevilacqua, «ha predisposto tutte le ordinanze di liquidazione relative alle mensilità spettanti all’Asada. Il sindaco si è fatto personalmente carico, con gli uffici finanziari, di risolvere la problematica delle liquidazioni. Lo scorso 15 marzo, inoltre, c’è stato un ulteriore sollecito da parte dell’ufficio Sanità e da me stesso al settore finanziario. Ad oggi siamo in attesa che il tesoriere del Comune possa liquidare tutte le determinazioni già predisposte».