Il Comune paga i funerali di Antonelli

20 Agosto 2017

Non si trovano parenti del giornalista morto. Ma i casi simili sono almeno 3 ogni anno. E per gli indigenti interviene anche la Caritas

LANCIANO. Dopo più di una settimana chiuso in una cella frigorifera nell’obitorio di Lanciano, sarà finalmente sepolto Giorgio Antonelli, 69 anni, giornalista, detto “fichissimo” per il suo modo elegante di vestire ma anche di fare. La camera ardente sarà allestita domani nell’obitorio del Renzetti dalle 10 alle 17 e poi il feretro sarà sepolto nel cimitero di via Della Pace. Antonelli è stato trovato morto in casa dai carabinieri domenica scorsa. Da alcuni giorni non usciva e i vicini hanno allertato le forze dell’ordine. È morto solo, per cause naturali, almeno due giorni prima. Un dramma della solitudine, purtroppo non unico in città. Ogni anno sono infatti almeno tre i funerali di cui il Comune si fa carico per persone sole o talmente indigenti da non poterli pagare. Altrettanti sono celebrati dalle parrocchie con l’aiuto della Caritas. «Purtroppo sono sempre di più coloro che non possono pagare il funerale per i propri cari o addirittura coloro che morendo, senza parenti prossimi e nullatenenti, hanno bisogno dell’aiuto del Comune», dice l’assessore ai servizi sociali Dora Bendotti, «sono i servizi sociali che si accollano le spese in due casi: se il defunto e la famiglia non hanno capacità economiche e sociali per pagarlo, ovviamente dopo attente verifiche e anche l’accertamento dello stato patrimoniale, e quando la persona morta è sola e non ha parenti fino al 5° grado. I morti devono essere residenti in città. Prima avevamo al massimo un funerale l’anno, ora siamo in media a tre, ed è drammatico. Il caso di Antonelli è quello di una persona sola: il Comune gli dà sepoltura e continua la ricerca dei parenti, se ci sono, per rifarsi eventualmente dei costi». Ma spesso sono anche la Caritas a intervenire. «Anche noi, con le parrocchie, paghiamo almeno tre funerali l’anno», dice Luigi Cuonzo, responsabile della Caritas Lanciano-Ortona, «ognuno deve avere degna sepoltura, è una questione di rispetto al di là del credo religioso. Purtroppo la povertà dilaga, altro che ripresa. Assistiamo 4.100 poveri: 2.600 tra Lanciano e comprensorio e 1.500 tra Ortona e zone limitrofe. Sono le stesse da un paio di anni ma quello che fa paura è l’aumento, nell’ultimo anno, della povertà assoluta: ben il 40% di questi assisti non ha nulla, non può comprarsi una merendina figuriamoci se può pagare un funerale. Ci sono poi famiglie che, fa male dirlo, si sono abituate a vivere senza corrente o gas, e anche per loro, pagare un funerale sarebbe drammatico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA