Il Comune prepara le autobotti nei quartieri dove manca l’acqua

Il servizio affidato alla Protezione civile. Attivato il Centro operativo comunale per l’emergenza idrica Il sindaco Ferrara: «La situazione è difficile, ma noi stiamo dalla parte dei cittadini che protestano»
CHIETI. Il Comune di Chieti è pronto a mettere autobotti della Protezione civile a disposizione delle zone dove manca l’acqua. L’Aca ha infatti disposto nuove chiusure in questi giorni: dalle 22.30 di stasera alle 6 di domattina, e dalle 22.30 di venerdì alle 6 del mattino successivo a Chieti alta, Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo, Colle Marcone. Per questo è stata predisposta un’ordinanza di integrazione anche per l’acqua delle funzioni del Centro operativo comunale (Coc), già aperto in modo permanente per il dissesto idrogeologico per cui è stato riconosciuto dal Governo lo stato di emergenza. Le autobotti sono perciò in via di predisposizione attraverso la Protezione civile regionale.
«Ci siamo mossi pur non avendone la diretta competenza», spiega il sindaco Diego Ferrara, «perché ogni giorno riceviamo segnalazioni e reclami da parte della cittadinanza colpita dalle sospensioni disposte dall’Aca per fronteggiare i problemi legati al rifornimento della rete idrica cittadina. Ci rendiamo conto della difficoltà della situazione, sia a causa dello stato della rete sia per via delle condizioni climatiche, ma non possiamo non rilevare che l’articolazione delle sospensioni sta causando un disagio maggiore di quello prevedibile in varie zone della città per la mancata coincidenza degli orari annunciati».
In molti infatti protestano perché a volte l’acqua va via prima del previsto oppure torna molto dopo l’orario fissato. Ci sono poi le difficoltà nel raggiungere i piani alti: un problema, questo, avvertito soprattutto nella parte bassa del territorio comunale. «La situazione non è facile», sottolinea il sindaco, «ma non possiamo che stare dalla parte dei cittadini quando manifestano legittime rimostranze di fronte a un servizio che è delicato e deve, dunque, funzionare bene. Un servizio che dal 2017 è in capo all’Aca: questa è la data del passaggio in consiglio comunale. L’anno successivo la gestione divenne effettiva», ricorda Ferrara, «noi abbiamo ereditato una scelta presa da chi ci ha preceduto, ma accompagnata da interventi che erano preventivati per recuperare l’enorme dispersione causata dallo stato delle reti cittadine, alcuni fatti e altri da fare, nonché per efficientare i serbatoi e la circolazione sul territorio, in modo tale da non avere, specie nei momenti in cui l’acqua scarseggia, problemi grandi, ad esempio per i piani alti non provvisti di autoclave».
Al riguardo il primo cittadino annuncia che il Comune si farà promotore di un confronto con la Regione, affinché i cittadini di Chieti possano attingere ai fondi regionali per contribuire all’acquisto di autoclavi. «La situazione può arrivare all’esasperazione, come conferma anche l’interessamento della prefettura sul tema, con la convocazione di un tavolo dedicato, accade perché le difficoltà sull’erogazione», conclude Ferrara, «intaccano il diritto a un servizio che scandisce la vita di ognuno, sia per ragioni alimentari sia igieniche, per tutti, ma soprattutto per i soggetti più vulnerabili».
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