Il Comune s’indebita fino all’anno 2040

CHIETI. L’amministrazione comunale spalmerà i debiti contratti con la Cassa depositi e prestiti, pari ad oltre 87 milioni di euro, fino al 2040 posticipando il termine di rientro inizialmente...
CHIETI. L’amministrazione comunale spalmerà i debiti contratti con la Cassa depositi e prestiti, pari ad oltre 87 milioni di euro, fino al 2040 posticipando il termine di rientro inizialmente fissato al 2029.
La delibera approderà questa mattina all’attenzione della commissione bilancio e lunedì otterrà il via libera del consiglio comunale. Ma Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, annuncia battaglia e tuona. «Pagheremo oltre 8 milioni di euro di interessi in più e ingesseremo- avverte Di Paolo- le future generazioni della nostra città. La scelta della giunta Di Primio non è affatto condivisibile ed è di comodo». Il capogruppo di Giustizia sociale contesta gli estremi di una delibera stilata in fretta e furia dall’ente dopo la ciambella di salvataggio lanciata dal Governo ai Comuni indebitati con la Cassa depositi e prestiti, la banca degli enti locali.
Lo Stato, nel dettaglio, ha concesso di rinegoziare i mutui contratti allungando le rate di rientro dal debito. Che, per palazzo d’Achille, ammonta ad oltre 87 milioni di euro, somma in cui ci sono anche i 2 milioni e mezzo di euro richiesti per riqualificare la sede comunale di piazza San Giustino ma poi utilizzati per altro. Con questa decisione il Comune risparmierà, nell’immediato, 834.320 mila euro. Gli interessi, però, aumenteranno di 8.063.657 milioni di euro. Una vera catastrofe secondo il leader di Giustizia sociale che va giù duro contro l’amministrazione Di Primio.
«Il debito come quota capitale non cambia ma gli interessi sì e come. Mi opporrò con tutte le mie forze in consiglio a questa delibera che paralizzerà le future generazioni teatine gravate- attacca Di Paolo- da un fardello economico immane considerando anche il disavanzo da 29 milioni di euro il cui rientro è previsto nel prossimo trentennio di governo comunale».
Peraltro, osserva Di Paolo, «in un passaggio della delibera si legge che “le operazioni di negoziazione dei mutui devono ispirarsi al principio di convenienza finanziaria ed economica”. Il sindaco spiegasse quale è in questo caso- chiede Di Paolo - il vantaggio del Comune».

