Il Comune si riprende il mercato coperto

15 Giugno 2017

Procedure avviate per revocare la gestione alla Summa Corporation nel frattempo fallita. Ci sarà un nuovo bando 

LANCIANO. Il Comune si riprende il mercato coperto di piazza Garibaldi. Approvata in giunta la delibera per la revoca della gestione della struttura alla Summa Corporation di Franco D’Alessandro, che durava dal dicembre 2005. Violazioni contrattuali, inadempimenti, una sub-concessione illegittima, canoni non versati interamente e il fallimento della Summa hanno spinto la giunta Pupillo ad avviare le procedure per la revoca della convenzione (ventennale) che sarebbe scaduta nel 2025. Una gestione non facile quella del mercato, con scontri tra Summa e ortolani, ricorsi e persino processi penali. A scegliere di esternalizzare il servizio fu la giunta Paolini che puntava a ristrutturare il fatiscente e non igienico mercato senza sborsare un euro e ad avere una gestione ottimale della struttura. Nella convezione, infatti, la Summa avrebbe anche dovuto fare lavori di riqualificazione e ristrutturazione, effettuati per oltre 1.200.000 euro e scorporati dal pagamento del canone per i primi 5 anni. I lavori, e i ritardi, causarono i primi problemi: gli ortolani dovettero fare i bagagli e trasferirsi in una tensostruttura messa a disposizione dal Comune in via Per Frisa. Nel 2008, poi, il gestore aumentò gli affitti. Infine, nel marzo 2015 è arrivato il fallimento della società di D’Alessandro e la nomina del curatore fallimentare Paola Tiziana Di Lorito. Già il fallimento poteva essere la base per la revoca della gestione: il Comune ne informa la curatela nell’agosto 2015. Nel novembre 2015 D’Alessandro risponde di poter andare avanti perché, fin dal 2013, la gestione del mercato era data in sub concessione alla società Mercato Coperto srl. Altra grave violazione perché la convenzione non prevede sub concessioni, pena la decadenza contrattuale. Non solo, facendo i conti si scopre pure che la società, per il periodo dal 13 marzo 2013 al 31 dicembre 2014, versa 94.348,31 euro per canoni di concessione invece di 111.705 euro, sostenendo che la differenza non versata è stata trattenuta per lavori di riparazione del tetto, mai riconosciuti dal Comune. A febbraio l’amministrazione comunica alla curatela fallimentare l’avvio del procedimento di decadenza dalla concessione. Nessuna risposta e quindi ora la struttura di 4mila metri quadrati nella piazza dove, da sempre, si vendono frutta e verdura, torna al Comune. Che ne sarà? «Alla delibera di avvio delle procedure di revoca seguirà subito una lettera del sindaco per riavere le chiavi dell’immobile», spiega l’assessore alle attività produttive Francesca Caporale, «poi faremo un nuovo bando per darlo in gestione. L’idea è di creare un polo per l’agricoltura, la vendita di prodotti a chilometro zero, in cui agricoltori e futuri gestori siano in sintonia. È un mercato, non un supermercato o un centro commerciale, e deve restare tale».
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