Il Comune taglia ancora: a rischio anche la mensa
Dopo l’assistenza negata agli alunni disabili, pronte altre riduzioni di spesa Alle medie potrebbe essere cancellata la refezione. E lo scuolabus resta fermo
CHIETI. Il Comune va avanti su una strada obbligata: tagliare. È un imperativo per l’amministrazione Di Primio, finita dal 2017 sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti che ha chiesto di diminuire le spese. Ma l’altra faccia della medaglia è quella dei servizi ridotti con disagi per le famiglie: l’ultimo caso è l’assistenza scolastica negata agli alunni disabili in asili, elementari, medie e superiori. Dopo la protesta di genitori e sindacati, il Comune ha annunciato che l’assistenza ripartirà ma non per tutti: con il Comune in crisi economica anche garantire l’assistenza ai disabili sembra un lusso. Il Comune non ha i fondi per assicurare la stessa assistenza dell’anno scorso e, adesso, toccherà ai presidi individuare le priorità. Ma nella lista dei tagli non c’è solo l’assistenza per gli alunni disabili eliminata, per ora, con una lettera riservata del Comune e indirizzata alla Chieti solidale, la partecipata che svolge il servizio: a Chieti è aperto un asilo nido anziché 4 e lo scuolabus è stato cancellato da un anno. E adesso in Comune si studia anche un’altra riduzione: potrebbe essere cancellata la mensa alle scuole medie Ortiz e Antonelli. Un capoluogo di provincia che non ce la fa a garantire servizi assicurati anche nei piccoli Comuni. Secondo i dati del M5S, mai smentiti dall’amministrazione, ci sono 270mila euro in meno per il sociale solo negli ultimi 4 mesi del 2019: un taglio drastico che nel 2020, l’anno del ritorno al voto, sarà raddoppiato fino a 540mila euro.
ASSISTENZA. «La nostra priorità è garantire l’assistenza educativa ma soltanto in base alle reali necessità», così dice l’assessore alla pubblica istruzione Carla Di Biase, una che non si è sottratta al confronto con genitori e sindacati, «solleciterò i dirigenti per avere in mano, il prima possibile, l’elenco delle priorità perché non tutti i casi sono uguali». A lanciare l’allarme sul servizio sparito con la riapertura dell'anno scolastico sono stati genitori e 5 sigle sindacali che ora chiedono il ripristino dell’assistenza. «Ma per fare scelte economiche di allocazione delle risorse», dice Di Biase, «si deve tener conto dell’essenzialità dei servizi e poi di una comparazione di dati tra tutte le istituzioni che si interfacciano: Comune, scuola, commissioni Inps. Comunque, trovare la copertura per l’assistenza è essenziale: tutto il resto dipenderà da quanto spenderemo per garantire l’assistenza».
ASILO NIDO. La prima infanzia è un altro nodo irrisolto: l’asilo nido di via Amiterno accoglie 36 bambini a fronte di 150 domande: 114 bambini sono rimasti fuori. «Ma intorno alla metà di novembre dovrebbe aprire anche un altro nido», annuncia Di Biase, «presto sarà riconsegnata al Comune una struttura al quartiere Levante realizzata da un privato a scomputo degli oneri concessori. Entro ottobre l’asilo dovrebbe essere allestito e poi sarà fatto il bando per stilare la graduatoria». La speranza, perché di questo al momento si può parlare, è aprire anche un altro nido in piazza Carafa, ma l’asilo, frutto di un accordo tra pubblico e privato, si trova al centro di un cantiere: «Dovrebbe essere pronto all’inizio dell’anno nuovo ma bisognerà vedere come procede il cantiere adiacente per la costruzione di una palazzina: non si possono mandare bambini all’asilo in un cantiere». Al di là della speranza, per l’asilo di piazza Carafa potrebbe passare un altro anno.
SCUOLABUS. Il servizio scuolabus è sospeso da un anno: il Comune non ha i soldi per i pulmini. «Stiamo valutando di ripristinare lo scuolabus», dice Di Biase, «ma potrebbe essere possibile solo dopo aver coperto gli altri servizi essenziali: ci ragioneremo dopo aver reintrodotto l’assistenza educativa». Significa che, per adesso, si andrà avanti senza scuolabus. Ma una certezza, in base ai bilanci del Comune, c’è già: se il servizio ripartisse le tariffe dello scuolabus sarebbero più alte del passato.
MENSA A RISCHIO. Per ora è un’ipotesi che, però, potrebbe diventare presto realtà: per risparmiare il Comune potrebbe cancellare la mensa alle medie Ortiz e Antonelli. «Sono pochi gli alunni che ne usufruiscono», avverte Di Biase, «siamo in attesa di valutare le richieste numeriche effettive che ci manderanno i presidi: bisogna capire se riusciamo a garantire anche la copertura di questo servizio».

