Il consigliere comunale di Chieti: «Uso ironia e faccio arrivare le mie proposte politiche»

Il consigliere comunale di Chieti Paride Paci, candidato del Partito Democratico, protagonista della discussa campagna elettorale sui siti per adulti.
15 Aprile 2026

Paci placa le critiche: «Nulla di sconcio, ho avuto molti riscontri positivi. Ganci comunicativi per parlare di politica e movida»»

CHIETI. «Mentre facciamo l’amore o lo cerchiamo da soli, è solo un bene se parliamo anche di Chieti e di politica». Paride Paci, consigliere comunale uscente e candidato del Partito democratico, come raccontato ieri dal Centro, ha scelto di portare la campagna elettorale su Pornhub e sulle app di incontri Tinder e Hinge. All’indomani, dopo che la notizia ha fatto il giro d’Italia, il giovane politico spiega che sono «spot elettorali di pochi secondi», pensati come «ganci comunicativi» per spingere gli utenti sui suoi profili social e, da lì, alle proposte per la città.

Paci, perché una campagna così?

«Quando si parla di politica, si parla anche di comunicazione».

Che cosa significa?

«Che a una narrazione seria, concreta e formale del lavoro svolto in consiglio comunale ho sempre affiancato una narrazione più scherzosa, dissacrante, che tende a non prendermi troppo sul serio. È il mio modo di essere, di dialogare e di scherzare. Non intendo modificarlo».

Vale anche in campagna elettorale?

«Sì. Insieme a un’attività offline e online, c’è stato un modo più scherzoso di raccontare il mio lavoro e le mie proposte politiche, alternando il tutto a video e incontri».

Con quale obiettivo?

«Questi post sono uno dei mezzi, anche ironici, che sto utilizzando per fare arrivare a più persone possibili i miei contenuti politici e il lavoro fatto su Chieti. Sono strumenti, non sono il fine per ottenere notorietà. Se questo mi porta a fare arrivare quante più persone possibili sulle mie pagine Instagram e Facebook, conoscere quello che ho fatto e che intendo fare e a contattarmi, insultarmi o sostenermi, allora avrò raggiunto il risultato».

Quindi non solo provocazione.

«No, si tratta di ganci comunicativi. Peraltro, il mio video non ha nulla di sconcio: è uno spot ironico e puramente elettorale».

Che reazioni ci sono state?

«Direi 60-40, con una prevalenza dei riscontri positivi. Me l’aspettavo, è assolutamente fisiologico e va bene così».

Che cosa le hanno scritto quelli favorevoli?

«Che ho fatto una scelta dissacrante e intelligente».

E i contrari?

«Mi hanno detto che la mia scelta è vergognosa, non va bene, che è brutto. Se poi qualche benpensante ritiene che io sia indegno per il mio ruolo, ne prendo atto».

Lo rifarebbe?

«Sì, e perché no? Mica ho fatto 80 milioni di euro di debiti (chiaro il riferimento alla precedente amministrazione di centrodestra, ndr)».

L’idea degli spot su Pornhub da dove nasce?

«Dal confronto con alcuni amici che fanno comunicazione».

Ha investito molto?

«Ma no, parliamo di 300-350 euro. Sono un umile dipendente che lavora nel sociale e non posso permettermi campagne faraoniche».

Teme di poter essere ricordato come “quello del sito porno”?

«No. Credo che ci sia una storia che mi contraddistingue. Il mio percorso politico può essere riconosciuto sia positivamente che negativamente. Io continuerò a lavorare come ho sempre fatto, incontrando persone e facendo le mie proposte».

Il candidato sindaco Legnini come ha reagito?

«Non ci ho parlato. Ritengo che abbia altro a cui pensare piuttosto che a una scelta individuale, felice o infelice che sia, che eventualmente si rifletterà sul consenso individuale».

Parliamo delle sue proposte per Chieti. Ce ne dica una.

«Il piano della notte».

Di che cosa si tratta?

«È una gestione partecipata della movida e della vita notturna che vede la collaborazione tra Comune, residenti, commercianti e associazioni di categoria su aspetti sociali, economici, di vivibilità e di sicurezza».

In concreto?

«Vuol dire individuare zone della movida, garantire più illuminazione pubblica, tenere insieme le esigenze dei cittadini e dei negozianti. Vuol dire accompagnare le persone dalle aree della movida a quelle del trasporto urbano, potenziandolo nelle ore notturne. È una strategia che può garantire sia l’indotto economico che la tranquillità di chi abita nelle vicinanze dei locali. Voglio trasformare questa proposta in un ordine del giorno: il mio obiettivo, nella prossima consiliatura, è farla diventare un indirizzo politico che renda questa cosa realtà».

Un’altra proposta?

«È la fase giusta per l’azzeramento dell’Iva sui prodotti di igiene femminile e per neonati nelle farmacie comunali. Molti Comuni lo hanno già fatto».

E sul fronte cultura?

«Penso che serva una fondazione, o comunque una gestione organica, di tutto il comparto dell’intrattenimento della città. Chieti ha caratteristiche logistiche e strutture che la rendono attrattiva. Ma la mia volontà è anche quella di affrontare tematiche che non sono solo locali, ma pure nazionali».

Per esempio?

«La tassa etica e la tutela del lavoro. Non riguarda strettamente la politica teatina, ma credo che la famosa storia “dell’agire locale e pensare globale” sia ancora attuale».

Torniamo per un attimo alla sua campagna elettorale hot. In famiglia che cosa le hanno detto?

«La mia ragazza fa l’assistente sociale e sono il suo caso studio».

E sua madre?

«Speriamo non compri il giornale, mettiamola così».

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