Il consiglio ricorda Di Rocco prima di approvare il bilancio

LANCIANO. Il primo consiglio comunale del Pupillo bis si è aperto con un minuto di silenzio dedicato al sindacalista della Fiom-Cgil, Marco Di Rocco, scomparso nei giorni scorsi. Lo ha voluto...
LANCIANO. Il primo consiglio comunale del Pupillo bis si è aperto con un minuto di silenzio dedicato al sindacalista della Fiom-Cgil, Marco Di Rocco, scomparso nei giorni scorsi. Lo ha voluto ricordare così il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu: «Marco era un amico di molti e in molti di noi lascia un vuoto impossibile da colmare». Ma gli animi, con l’opposizione sul piede di guerra fin dalle primissime battute, si sono subito scaldati. Non sono bastati i tre cardini del bilancio di previsione enunciati dall’assessore alle finanze Pino Valente («Meno tasse, più investimenti e minore indebitamento») a rassicurare l’opposizione, rappresentata dai gruppi Udc, Nuova Lanciano, Forza Italia, Lanciano al centro e Libertà in azione.
Il capogruppo di Forza Italia Graziella Di Campli ha puntato il dito, contestata punto su punto dal consigliere del Pd Maria Saveria Borrelli, su una capacità di spesa del settore delle politiche sociali «che dal 2015 va via via a degradare, con servizi come Cag, Informagiovani, colonie per ragazzi e anziani e centro di aggregazione anziani fortemente depotenziati». D’accordo Angelo Palmieri, mentre insistono su lavori pubblici e cultura Paolo Bomba e Gabriele Di Bucchianico. Bocciati dalla maggioranza gli emendamenti presentati da Libertà in azione che riguardavano stanziamenti per il sociale, per l’ascensore di via per Frisa («Sono stati già previsti 15mila euro per il suo funzionamento», ribatte Valente), rete fognaria delle contrade, pensiline per il servizio urbano degli autobus e sistemazione del cavalcavia di Torre Marino. Il gruppo di Tonia Paolucci ha proposto il taglio del 50% delle indennità per far fronte alle spese urgenti. «Abbiamo già abbassato del 35% le indennità di giunta e consiglieri», rimarca il capogruppo del Pd Angelo Laccisaglia, «a queste condizioni il costo della politica è un investimento, non uno spreco. Come consigliere, presente al 99% delle sedute e delle commissioni, in cinque anni ho percepito duemila euro, il vice sindaco guadagna 900 euro al mese: non vogliamo un’aristocrazia politica». Il bilancio, che per la prima volta, oltre al piano triennale delle opere pubbliche contiene anche il Dup, documento unico di programmazione, è passato a maggioranza, con 16 voti a favore e 8 contrari. «La manovra è di 79 milioni di euro», precisa Valente, «di cui 35 milioni di anticipazioni di tesoreria e 45 divisi in 25 milioni di spese correnti e 18 in conto capitale. La pressione fiscale diminuisce del 10% e diminuiscono anche i debiti dell’ente. Ci sono inoltre importanti investimenti, grazie anche all’impegno della Regione». (d.d.l.)
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