Il Consorzio di bonifica attacca: «Il Comune deve darci 2 milioni»

Il nuovo commissario batte cassa dopo lo scontro sui cattivi odori dal depuratore di San Martino «Non c’è stata alcuna transazione per i debiti. E adesso è arrivato un ulteriore decreto ingiuntivo»
CHIETI. Il Consorzio di bonifica Centro batte cassa al Comune. È arrivato in questi giorni al Comune un decreto ingiuntivo dell’ente consortile da 115mila euro. Si tratta di un decreto ingiuntivo esecutivo, che dunque non lascia scampo all’ente.
Un altro decreto ingiuntivo, dell’importo di un milione di euro, è stato invece per ora bloccato, grazie all’opposizione avanzata dall’amministrazione comunale. Il consorzio di bonifica, diretto da Stefano Tenaglia e dove da poco è arrivato il nuovo commissario Mario Battaglia, ha dalla sua anche una sentenza del Tar, secondo cui il Comune gli deve altri 320.423 euro per le fatture non pagate nella gestione anteriore al 2017. A queste somme vanno aggiunti gli interessi moratori che fanno lievitare le somme che il Comune deve al consorzio. Secondo il consorzio, siamo a oltre 2 milioni di euro e su questa cifra non c’è stata transazione, come hanno rimarcato Battaglia e Tenaglia, nonostante nel piano di riequilibrio pluriennale sia stato assicurato, nero su bianco, che esiste transazione dei debiti con tutti i grandi creditori del Comune e il consorzio di bonifica Centro è stato inserito nella lista dei grandi creditori.
L’argomento è stato anche oggetto di polemica politica, visto che sulle transazioni con i grandi creditori si basa uno dei pilastri su cui si regge l’intero piano di riequilibrio che il Comune ha presentato ad aprile scorso e che ora sta rivedendo approfittando di una proroga dei tempi di presentazione. Il piano di riequilibrio approvato in consiglio comunale lo scorso 22 aprile parla di transazioni con Aca, Banca Farmafactoring (che ha comprato i crediti con il gestore dell’appalto sui rifiuti), Deco, società che gestisce la discarica comunale, e appunto il Consorzio di bonifica Centro.
I debiti con l’Aca ammontano, secondo il Piano di riequilibrio, a poco più di 4 milioni di euro; quasi 4 milioni e mezzo sono quelli con Banca Farmafactoring; quasi mezzo milione con Deco; mentre con il consorzio ad aprile scorso si parlava di quasi 3 milioni di euro. Ma, come hanno denunciato i capigruppo di Fratelli d’Italia e Udc, Carla Di Biase e Mario De Lio, non con tutti i creditori c’è stata transazione sui debiti. E per quanto riguarda il Consorzio, lo confermano i suoi vertici.
Inoltre la presa di posizione dell’amministrazione comunale nel caso dei cattivi odori provenienti dal depuratore di San Martino sembra aver infastidito non poco la gestione del Consorzio che torna a chiedere all’ente il pagamento dei costi del servizio di depurazione almeno fino al 2017. Dal 3 luglio di quattro anni fa, infatti, la gestione del servizio idrico comunale è passata nelle mani dell’Aca ed è quindi l’azienda acquedottistica a dover pagare le fatture successive a quella data per il servizio di depurazione svolto dal Consorzio.
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