Il contagio non si ferma: ora i casi sono 20

L’assessore Verì (Sanità) fa chiarezza sulle scelte per il Bernabeo. L’azienda D’Auria dona alcol
ORTONA. Interessano il centro cittadino così come le contrade, con un focus particolare su Villa Caldari dove purtroppo si sono registrati due decessi. Il coronavirus non risparmia Ortona, dove l’attenzione resta alta sull’intero territorio comunale. Salgono a 20 i casi registrati e si contano più di 100 persone in quarantena.
Ieri c’è stata una nuova riunione del Centro operativo comunale pèr fare il punto della situazione e cercare di rispondere alle richieste dei cittadini. Il numero di chiamate negli ultimi giorni è diminuito e riguarda soprattutto persone che chiedono chiarimenti su come comportarsi o figli di anziani che vivono fuori e sono preoccupati per i propri genitori. Croce Rossa e protezione civile stanno lavorando, ognuna per le proprie competenze, e stanno supportando il Comune nella gestione dell’emergenza.
Arrivano anche aiuti dal territorio: l’azienda D’Auria che da diversi anni produce anche alcol denaturato 90 gradi rosa per uso farmaceutico, ospedaliero e lo commercializza in grandi quantitativi, ha deciso di imbottigliarlo in taniche da 3 e 5 litri e riservarlo al territorio. La famiglia D'Auria ha donato l'alcol al Comune, alla Asl di Chieti, a tutte le forze dell’ordine, alla Croce Rossa e a tutte le persone che in questo momento sono esposte al contagio, per continuare ad assicurare i servizi ai cittadini.
Intanto in merito all’ospedale di Ortona e alla polemica innescatasi per la scelta di indicarlo come Covid Hospital, arrivano le precisazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì. «Comprendo i timori da parte dei pazienti, ma posso garantire che all’ospedale di Ortona sarà salvaguardata non solo l’attività del Centro di Senologia, ma anche quella del Centro per la procreazione medicalmente assistita e della Dialisi», afferma. Aggiunge inoltre che la scelta del Bernabeo come presidio dove ospitare i pazienti contagiati dal coronavirus è solo una misura precauzionale per non farsi trovare impreparati di fronte ad un’eventuale situazione di piena emergenza.
«Se capisco i timori di coloro che si trovano a vivere un momento di fragilità per le proprie condizioni di salute», continua Verì, «stigmatizzo con forza l’atteggiamento strumentale di alcuni esponenti politici, che fanno finta di non sapere che nella nostra regione ci sono già presidi che hanno intere aree assistenziali, distinte e isolate, dedicate esclusivamente a pazienti Covid. L’ospedale di Chieti, ad esempio», conclude «si è già preparato ad attivare 317 posti letto dedicati all’emergenza, continuando contemporaneamente a far fronte all'attività chirurgica non differibile e all'assistenza delle reti tempo-dipendenti». (a.s.)
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