Il contratto d’appalto c’è: dragaggio più vicino

17 Febbraio 2018

ORTONA. Il Comune va avanti, gli atti sono pronti, mancano le firme. È stata approvata la determina con relativo allegato dello schema di contratto di appalto da stipulare con la ditta Nuova Co.Ed.Mar...

ORTONA. Il Comune va avanti, gli atti sono pronti, mancano le firme. È stata approvata la determina con relativo allegato dello schema di contratto di appalto da stipulare con la ditta Nuova Co.Ed.Mar per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di escavazione e approfondimento dei fondali al bacino portuale di Ortona.
Nonostante le polemiche per le zone in cui andrebbero destinati i sedimenti derivanti dal dragaggio, con i Comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo e Pineto che continuano a battagliare per evitare lo scarico del materiale nel mare antistante i rispettivi territori, ad Ortona si continua a lavorare per partire con le opere il prima possibile. La firma sul contratto, dunque, potrebbe arrivare a giorni come d’altronde aveva anticipato il sindaco Leo Castiglione a seguito dell’atto amministrativo con cui il Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione autorizzava l’intervento sullo scalo marittimo ortonese.
«Con questa autorizzazione», dichiarava nei giorni scorsi Castiglione, «possiamo finalmente firmare il contratto e avviare i lavori». Opere che saranno affidate quindi alla Nuova Co.Ed.Mar per un importo complessivo di 5.965.644,37 euro, di cui 5.695.568,15 per lavori al netto del ribasso del 21,28%. Nel contratto si fa riferimento anche al ricorso avanzato dalla società Dragaggi pendente al Consiglio di Stato, che potrebbe stravolgere i piani. «Le parti concordano e danno atto che nella eventualità il Consiglio di Stato dovesse accogliere il ricorso, con la conseguente caducazione del presente contratto», si legge a pagina 15, «all’appaltatore saranno liquidate le competenze per le progettazioni pervenute ad approvazione ed i lavori fino ad allora regolarmente eseguiti e portati in contabilità dal D.L. e collaudabili in corso d’opera, con esplicita rinuncia ai maggiori oneri per lucro cessante, maggiori indennizzi, spese generali o risarcimenti a qualsiasi titolo». Mancano solo le firme su un «intervento fondamentale», sottolinea Castiglione, «per lo sviluppo dell’intera regione». (a.s.)
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