Il cordoglio di Allegri per Schiazza

In tanti danno l’addio allo storico fotografo, D’Alessandro: un protagonista della città
CHIETI. Anche Giovanni Galeone e l’allenatore della Juve Max Allegri hanno voluto ricordare Rocco Schiazza. Lo hanno fatto inviando un messaggio ai familiari dello storico fotografo teatino, morto a 81 anni all’alba di domenica dopo una lunga malattia. Gli ex protagonisti del Pescara, a distanza di decenni, non hanno dimenticato il fotoreporter del Messaggero che indossava la pettorina numero uno allo stadio Adriatico. Ieri pomeriggio il funerale di Rocco Schiazza è stato celebrato nella chiesa del Santissimo Crocifisso, in quella Chieti Scalo dove, nel 1958, aprì uno dei primi studi fotografici d’Abruzzo. In centinaia hanno salutato per l’ultima volta «un personaggio della nostra città», per usare le parole del parroco, don Gino Marino, «un personaggio che, con la sua arte fotografica, è stato memoria delle vostre vite immortalando momenti indimenticabili: matrimoni, cresime, comunioni. Ma Rocco è stato anche memoria di questo territorio, perché i suoi scatti hanno raccontato la nostra città e non solo. La memoria è molto importante, perché un popolo che dimentica non ha futuro».
In chiesa c’erano tanti colleghi giornalisti e fotografi, gli amici di una vita e anche ex giocatori del Pescara, come Rocco Pagano, protagonisti di promozioni e risultati storici: tutti si sono stretti intorno alla moglie Anna, alla figlia Raffaella e ai figli Massimiliano, Gianluca e Nicola che hanno ereditato dal papà l’arte della fotografia. La messa è stata chiusa dal ricordo letto sull’altare dall’amico e giornalista Mario D’Alessandro: «Rocco è andato via in punta di piedi, in un letto d’ospedale, dopo essere stato un protagonista della vita cittadina. Ha creato un marchio di fabbrica con la sua caparbietà e la sua disponibilità: non diceva mai di no ai colleghi che lo chiamavano a qualsiasi ora del giorno e della notte per documentare fatti di cronaca». (g.let.)
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