Il coronavirus svuota il Miracolo eucaristico

La paura del contagio spinge i visitatori a disdire le prenotazioni. Durissimo colpo al turismo religioso
LANCIANO. L’ultima disdetta ieri è di un gruppo americano di 50 persone che doveva arrivare in città il 15 marzo. Anche il turismo religioso e i locali cittadini ad esso collegati risentono dell’effetto coronavirus che sta facendo allontanare dall’Italia, e da Lanciano, i visitatori stranieri, bloccando in alcune città gli italiani stessi. Il virus da emergenza sanitaria si sta trasformando anche in emergenza economica.
IL MIRACOLO. Le disdette si susseguono a raffica nel santuario del Miracolo eucaristico che mai ha registrato una situazione del genere. Chiesa vuota, museo deserto, i telefoni che di solito squillano per le prenotazioni dei gruppi soprattutto stranieri ora lo fanno per le disdette. Le pagine del registro presenze stracolme di gruppi – anche mille persone al giorno e nel periodo delle comunioni addirittura il doppio – ora sono pagine vuote oppure con segni neri di cancellature di prenotazioni in evidenza. Il sogno di superare il boom del 2019 con 120mila pellegrini - cifra arrotondata per difetto dai frati che contano i gruppi organizzati che prenotano visite e messe nella chiesa, non le piccole comitive e le famiglie - rischia non solo di svanire ma di trasformarsi in un incubo. «L'ultima settimana è stata drammatica», dice Massimiliano di Paolo che si occupa delle prenotazioni per il Miracolo eucaristico retto da padre Fabrizio De Lellis. «Abbiamo disdette continue, intere comitive provenienti da Sud Corea, Filippine, Indonesia e Brasile prenotate da tempo stanno disdicendo. La Corea ha bloccato i propri confini, e non ha indicato quando li riaprirà. Ma da ieri anche gli americani, che finora non avevano cancellato visite, hanno invece comunicato che a causa del coronavirus non saranno in Italia e quindi a Lanciano il 15 marzo prossimo. E questi gruppi – da 50 o più persone – non li recuperiamo nei prossimi mesi. Non ci saranno neanche i polacchi, sempre numerosi, e persino gruppi italiani, come due provenienti dalla Campania che dovevano arrivare domani, hanno cancellato le visite». Per ora le disdette si fermano a metà marzo, ma se il contagio non si arresta sono destinate a salire.
CORSO ROMA. Vedere il vecchio corso del Popolo vuoto è strano. Ci sono sempre gruppetti che salgono verso il Miracolo.
E a notare questo vuoto sono anche le librerie e i negozi di souvenir presenti sulla via. «L'emergenza coronavirus è sanitaria», dice Alessandro Bianco della libreria Regina Pacis, «invece sta diventando anche economica. Noi siamo una città aperta; negozi, scuole, attività commerciali non hanno abbassato le serrande. I pellegrini non ci sono e ne risentono attività come la mia, ma anche bar, ristoranti della zona. Il problema è che anche i nostri concittadini evitano di uscire».
«Il mancato arrivo dei pellegrini incide poco sulla mia attività», dice Elisabetta Gaeta di Ega, «perché non lavoro solo con il turismo come altri colleghi che stanno risentendo di più dell’emergenza coronavirus che è andata a peggiorare una situazione economica già difficile». E restano in attesa di tornare ad accogliere i pellegrini i volontari dell’associazione La Santa Casa di Lanciano, mentre si deve continuare a lavorare sui nuovi itinerari legati alla cultura per far sviluppare il turismo che non deve essere solo religioso. Ma al momento non c’è pellegrinaggio o nuovo itinerario che tenga, la paura del contagio ferma ogni cosa.
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