«Il Corso si sporca» La processione spegnerà le fiaccole

14 Aprile 2019

LANCIANO. La “posata”, la fermata in piazza Plebiscito davanti la cattedrale della Madonna del Ponte per un momento di raccoglimento e preghiera nella processione del venerdì santo e poi un’attenzione...

LANCIANO. La “posata”, la fermata in piazza Plebiscito davanti la cattedrale della Madonna del Ponte per un momento di raccoglimento e preghiera nella processione del venerdì santo e poi un’attenzione particolare alla sicurezza e alle le fiaccole dei confratelli e consorelle che dovranno essere spente all’arrivo della processione sul Corso, per non sporcare il pavimento “presentoso”. Sono le novità presentate dall’Arciconfraternita Morte e Orazione di San Filippo Neri che da oltre 4 secoli si occupa della organizzazione dei riti della Settimana santa in città. La chiesa di Santa Chiara, il Cireneo scalzo, la statua lignea del Cristo morto, il suono della raganella, dei miserere, le fiaccole accese, gli incappucciati e le processioni sono parte della tradizione della Pasqua frentana che si arricchisce con la riscoperta della “posata”.
Settimana che inizia oggi con la professione dei novizi alle 18 a Santa Chiara alla presenza del vescovo Emidio Cipollone. «Sono 14», dice il priore Raffaele Sabella, «un numero alto, segno dell’attaccamento che la città ha verso la confraternita che conta circa 400 iscritti, dai 18 ai 70 anni, e che con questi ingressi si rinnova».
Ma il cuore dei riti sacri è nelle processioni: quella degli incappucciati del giovedì notte e quella del Cristo morto del venerdì. Ed è in quest’ultima che tornerà, dopo 50 anni, la posata. «Ci sarà grande raccoglimento, e la comunità vivrà con forte emozione momenti di spiritualità, storia e cultura», commenta il sindaco Mario Pupillo. «La posata indica la fermata, il posare a terra le statue portate in processione», spiega l’ispettore archivistico Domenico Del Bello, autore del libro sulla “Celebrazione della posata il venerdì santo a Lanciano”, «che nasce per esigenze funzionali, cioè per fare delle soste sul percorso della processione che era lunghissima. Durante queste soste si pregava, ovviamente». Durante le ricerche sulla posata - hanno collaborato Filippo Lanci, Gianfranco Miscia, Mauro Re - è stata trovata una foto della “sosta” vicino il Fenaroli del 1867, che è anche la prima foto di Lanciano. «Quest’anno la posata torna dopo mezzo secolo e sarà solo una in piazza», riprende Sabella «coinvolgerà circa 170 coristi diretti dal maestro Alberto De Sanctis e la Grande orchestra di fiati “Pietro Marincola” voluta per celebrare il 135 anniversario della nascita di Marincola, tra i direttori di banda più importanti al mondo». Dopo la posata la processione riprenderà il percorso ma, arrivata all’altezza del Corso, dovrà fare a meno delle fiaccole.
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