Il Corso è una trappola: a spasso tra buche e crepe

Il Comune paga 15mila euro di danni per le cadute ma non aggiusta la strada rotta Mancano i sampietrini: così camminare è un rischio, papà e figlia finiscono a terra
CHIETI. Un papà con la sua bambina di 4 anni sulle spalle finisce con un piede in una buca di corso Marrucino e si ritrova improvvisamente a terra: ha rischiato di finire in tragedia la passeggiata del sabato sera in pieno centro, all’altezza della sede provvisoria del Comune. La piccola piange per lo spavento, il papà la conforta e una piccola folla si raduna e offre acqua e fazzoletti: stavolta, per fortuna, non è successo niente di grave. Ma è un’altra dimostrazione, l’ennesima dopo le carte giudiziarie, che il salotto di Chieti sprofonda sempre più nel degrado e soffre di manutenzione mancata: il Comune con le finanze disastrate, finito sotto osservazione della Corte dei conti, non ha più neanche i soldi per aggiustare il Corso e sulla pavimentazione continuano a mancare i sampietrini.
LE SENTENZE. Sono buche che con il buio diventano trappole. In queste condizioni, anche una semplice camminata può diventare un’attività a rischio: una mattonella assente è un’insidia. E il paradosso è che il Comune lo sa tanto che, nell’ultimo anno, l’amministrazione Di Primio ha già pagato i danni a tre persone cadute: «Ciascuno è responsabile delle cose che ha in custodia», recita l’articolo 2051 del Codice civile che inchioda l’ente alle proprie responsabilità. Il caso più grave è quello di un’anziana vittima di una «caduta accidentale» durante una passeggiata a causa di «una buca non segnalata»: la pensionata, 81 anni, si è fratturata l’omero ed è stata costretta a un ricovero all’ospedale Santissima Annunziata. Quell’incidente risalente al 6 aprile del 2017, all’altezza del civico 23, è costato al Comune 9.100 euro in via stragiudiziale, cioè l’amministrazione per evitare una causa ha scelto di fare un accordo con l’anziana, assistita dall’avvocato Mirella Piloca.
LE BUCHE CI SONO ANCORA. Ma, a distanza di due anni, restano le buche su corso Marrucino: un’altra donna ha fatto una «rovinosa caduta» sulla strada dissestata e, difesa dall’avvocato Sara Ferrante, ha avviato una causa contro il Comune. Il giudice di pace ha proposto un accordo bonario: 500 euro e la storia è stata chiusa. Un’altra cittadina è scivolata sul Corso ghiacciato a causa della neve, nei pressi del municipio, ed è stata indennizzata di 6.170 euro.
LAVORI A METÀ. La prima parte del Corso, tra via Arniense e la fontana di piazza Valignani, è stata aggiustata all’inizio dell’anno grazie a un accordo con un privato, la ditta Sirio di Montesilvano che vuole realizzare un nuovo supermercato e 7 palazzine in via Masci. In questa zona, sono spariti i dissesti ma, tra la fontana e la Trinità, il Comune non è mai intervenuto e anche le strisce pedonali in porfido bianco sono danneggiate e pericolose.
LE ALTRE ZONE. Buche e crepe sono ormai ovunque e le richieste di risarcimento danni che continuano ad arrivare in Comune disegnano la mappa di una città orfana della cura quotidiana, sia in centro che allo Scalo: una donna è appena stata risarcita di 5.164,31 euro per una caduta a causa di una «protuberanza sul marciapiedi» di via Pescara, all’altezza del civico 118; un’altra ha messo un piede in una «fessura» del marciapiedi di via Arniense, vicino al civico 41, si è ritrovata di colpo a terra e ha ottenuto 2.492,30 euro; altri mille euro sono serviti a risarcire una cittadina caduta in via dei Vestini, in prossimità del civico 70, «per la presenza di una buca».
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