Il corteo storico diventa europeo

31 Ottobre 2018

Il “Madama Margarita d’Austria” entra nel circuito “Le vie di Carlo V”

ORTONA. Un protocollo d’intesa nel segno della storia. L’Associazione culturale giovani ortonesi (Acgo) ne ha stipulato uno con il Centro culturale internazionale “Luigi Einaudi” di San Severo, socio e partner italiano dell'Itinerario culturale europeo “Le vie di Carlo V”.
Con le firme dei due presidenti si dà così inizio a una collaborazione per la realizzazione di attività di promozione del territorio e delle sue risorse culturali e turistiche al fine di diffonderle sul territorio nazionale ed europeo.
Nello specifico, lo scorso settembre sono stati avviati i primi contatti e l’iter per il riconoscimento europeo della manifestazione storica organizzata dall’Acgo inerente alla figura di Madama Margarita d’Austria, figlia per l’appunto dell’imperatore Carlo V.
Dopo un’attenta valutazione di tutta la documentazione storica inviata alla presidente del Centro culturale “Einaudi”, nonché vicepresidente europea della Rete di cooperazione “Le vie europee dell'imperatore Carlo V” e coordinatrice della Rete per l'Italia, Rosa Nicoletta Tomasone, il progetto ortonese proposto è stato accolto dalla commissione esaminatrice e il corteo storico “Madama Margarita d'Austria” di Ortona dal 2019 entrerà a far parte dell’itinerario culturale europeo “Le vie di Carlo V”.
«Il Centro Einaudi inserirà in rete la nostra associazione tra i suoi collaboratori», dichiara il presidente dell’Associazione culturale giovani ortonesi (Agco) Claudio Di Lizio, «dando così visibilità agli eventi da noi realizzati, negli undici Stati aderenti: Italia, Belgio, Olanda, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Algeria, Tunisia, Marocco e Panama, alla Rete dell’Itinerario culturale europeo. Ci sarà inoltre il gruppo storico “I Farnese” di Ortona, presieduto da Roberta Nenna, formando una ulteriore collaborazione tra associazioni».
Soddisfatto si è dichiarato anche il consigliere Acgo, Giovanni Serano, che sottolinea come sia stato riconosciuto nel corteo ortonese «il rigore, la bellezza, la sontuosità dei costumi, la cura meticolosa e filologica dell’organizzazione». (a.s.)
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