Il costruttore ricorre al Tar È braccio di ferro col Comune

20 Luglio 2017

Ancora un’istanza ai giudici amministrativi per la realizzazione del centro commerciale. Palazzo di città: i lavori dovevano finire a dicembre. La società: sospensione prolungata 

CHIETI. Sì, la posta in gioco si è fatta alta. Talmente alta che contro la nota del Comune che lo scorso 2 maggio, pur esprimendo parere favorevole sulla compatibilità urbanistica dell’opera con la pratica trasmessa al Genio civile regionale, segnala che quel Prusst di località Santa Filomena è scaduto il 31 dicembre dello scorso anno, come da decreto del ministero delle Infrastrutture. Quindi, se il Programma di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio (il Prusst, appunto) nell’ambito del quale era stato autorizzato il Megalò 2, aveva terminato la propria efficacia a fine 2016, il nuovo centro commerciale doveva essere realizzato solo entro lo scorso anno. Mentre i lavori sono ancora in calendario. Di qui la Sile Costruzioni srl a socio unico di Barzana (Bergano), società subentrata alla Sirecc nella gestione del progetto del nuovo centro commerciale, che ha presentato un nuovo ricorso al Tar di Pescara chiedendo l’annullamento della nota del Comune.
Ai primi di giugno si era tenuta l’udienza al Tar sulla richiesta di sospensiva avanzata sempre dalla Sile costruzioni per chiedere l’annullamento, e in via prioritaria la sospensione, del giudizio del Comitato regionale di Valutazione di impatto ambientale che aveva “bocciato” il progetto di nuove costruzioni. Nell’udienza i legali della ditta bergamasca rinunciarono alla decisione sulla sospensiva chiedendone l’abbinamento al merito: il Tar deciderà sulla questione nell’udienza nella quale esaminerà la sostanza del provvedimento, a nuovo ruolo, cioè sicuramente dopo l’estate.
L’ultimo ricorso al Tar, che porta la data dello scorso 6 luglio, indica come atto amministrativo contestato la nota del Comune - ritenuta illegittima e perciò impugnata - con la quale l’ente chiede al ministero e alla Regione - col Prusst decaduto a dicembre scorso, a 20 anni dalla sua entrata in vigore - come deve essere trattata quell’area: cioè la zona di Santa Filomena va rideterminata urbanisticamente o sulla stessa c’è bisogno che ci rimetta mano il ministero o la Regione? E stante questa situazione, la Sile deve riavere una nuova autorizzazione regionale per avviare lì un’opera della grande distribuzione?
La Sile ha ottenuto l’ok alla realizzazione degli interventi di salvaguardia sulle sponde del fiume. L’area dove dovrebbe sorgere Megalò 2 è al confine tra i Comuni di Chieti e Cepagatti e dovrebbe riavere una sorta di riedificabilità nel momento in cui si realizzano le opere di prescrizione agli argini imposte dall’Autorità di bacino e dal Genio civile.
Gli interventi di salvaguardia sono in corso da qualche settimana, dopo le autorizzazioni ricevute anche dal Comune di Cepagatti per il tratto di territorio interessato alla realizzazione dell’opera. Ancora una volta, dunque, la parola passa ai giudici amministrativi.
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