Il Covid non ferma il porto le navi mercantili in fila

26 Gennaio 2021

Nelle ultime settimane a Punta Penna scaricate 45mila tonnellate di merci L’AssoVasto: «Segnale importante per la ripresa, snodo vitale per le imprese»

VASTO. Il Covid non ferma il porto di Punta Penna. Il 2021 è cominciato sotto i migliori auspici per lo scalo vastese. Alle banchine attraccano navi in arrivo dall’estero. Tra gli ultimi arrivi c’è un mercantile carico di 6mila tonnellate di tubi destinati alla Snam. La nave è arrivata dalla Grecia. L’azienda ha scelto Punta Penna come snodo strategico. E questo non è il solo arrivo degno di nota. La salute del porto è raccontata dai numeri: sulle banchine di Punta Penna sono state sbarcate nelle ultime settimane 45mila tonnellate di prodotti. Nello specifico: 5mila tonnellate di biodiesel, 6mila tonnellate di olio di palma, 6mila tonnellate di olio di sansa, duemila tonnellate di acido solforico, 6mila tonnellate di tubi , 9mila tonnellate di argilla, 4mila tonnellate di soda per la Pilkington e altrettante di sabbia sempre per l’industria vetraria, oltre a due navi cariche di sezioni di torri eoliche e altre due con furgoni Sevel.
«I dati parlano da soli», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «e testimoniano che il mondo produttivo locale si sta muovendo nella giusta direzione e sta reagendo con equilibrio e grande determinazione, nonostante il periodo non facile. Questi segnali importanti», prosegue La Rana, «sono frutto dell’attrattività e della competitività del nostro territorio». Il porto come un trampolino per il rilancio dell’economia vastese. «Il porto di Vasto», continua La Rana, «viene sempre più adoperato da aziende, locali e non, per la movimentazione delle merci, ed essendo una grande risorsa, ha bisogno dello sviluppo che si merita per le sue infrastrutture e la salvaguardia della navigabilità e delle aree naturali attigue che lo impreziosiscono. Per questo», sottolinea il direttore di AssoVasto, «c’è bisogno non solo di investimenti portuali ma anche di una pronta e condivisa azione che porti ad un piano di sviluppo in grado di costituire la guida su cui si dovrà muovere il Vastese da ora agli anni a venire».
Dello stesso avviso anche il presidente e il vice presidente dell’AssoVasto, Alessandro Grassi e Simone Gizzarelli: «Il porto è uno dei volani economici più importanti della zona. Questo è inconfutabile. Potenziare il bacino portuale di Punta Penna», dicono, «significa favorire e determinare la possibilità concreta di intercettare nuovi traffici. Al tempo stesso è un grande aiuto per le aziende del territorio e le industrie di Piana Sant’Angelo e Val di Sangro».
La speranza degli operatori è che l’investimento da 12 milioni di euro annunciato un anno fa dalla Regione si traduca in azioni concrete. La Regione è in attesa del nullaosta dell’Agenzia per la coesione. Il Mit ha già espresso parere favorevole. Entro il primo semestre del 2022 dovrebbe essere redatto il progetto e indetta la gara d’appalto.