Il Covid non ferma la memoria

A Lanciano iniziative con gli studenti nel giorno dedicato al ricordo della Shoah
LANCIANO. Il Covid non ferma la memoria nel giorno dedicato al ricordo delle vittime della Shoah. Cerimonie in forma ridotta ma ugualmente sentite quelle organizzate in città, non solo dall’amministrazione comunale insieme all’Anpi, ma anche l’iniziativa spontanea dei rappresentanti d’istituto del liceo scientifico Galilei. I ragazzi, accompagnati dalla preside Eliana De Berardinis e dal vice Carlo Orecchioni, hanno reso omaggio alla memoria della famiglia ebrea Grauer, deportata nel 1944 da Lanciano al campo di concentramento di Auschwitz. I rappresentanti degli studenti hanno raggiunto largo San Giovanni, a Lancianovecchia, dove quattro pietre d’inciampo, piccole lastre incise e incorporate nel pavimento stradale, ricordano papà Samuel, mamma Rosa e i piccoli Marco e Tito, di 4 e 2 anni.
Quest’anno il Covid impedisce iniziative collegiali, ma gli studenti non hanno rinunciato ad esercitare il ricordo e la memoria. In diretta con i compagni, collegati da scuola tramite Instagram e un’altra piattaforma, hanno letto brani del libro “I sassi e le ombre” di Gianni Orecchioni, intervallati da momenti musicali dal vivo con chitarra e violino, e hanno deposto delle pietre sui nomi scolpiti dei Grauer. «Abbiamo voluto rievocare una tradizione ebraica», spiega Giacomo Pellicciaro, rappresentante d’istituto, «quella di deporre pietre al posto dei fiori per ricordare i defunti. Non potendo organizzare assemblee per via delle disposizioni antiCovid, ci sembrava doveroso onorare la memoria delle vittime della Shoah ricordando questa famiglia lancianese deportata ad Auschwitz. Ma la memoria non deve essere un proforma, dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto qui 77 anni fa affinché non accada più».
Il percorso è continuato con la visita al Parco delle memorie e al monumento al Samudaripen, che ricorda l’olocausto di rom e sinti. In serata il palazzo comunale si è illuminato di rosso e giallo, i colori delle scarpette rosse dei bambini deportati ad Auschwitz e della stella con cui venivano segnalati gli internati dei campi di concentramento.
Il sindaco Mario Pupillo, il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu e la presidente dell’Anpi Lanciano, Maria Saveria Borrelli, con una delegazione di associazioni combattentistiche e dell’Ucri, hanno deposto un cuscino di fiori sulle pietre d’inciampo della famiglia Grauer.

