Il Covid si porta via il prof Aurelio Subranni

Ha insegnato per anni nelle scuole medie. Lo piangono anche a Roccamontepiano, il paese d’origine
CHIETI. Il Covid si porta via il professor Aurelio Subranni, 77 anni, docente di scuola media in pensione: per lungo tempo, a Chieti e non solo, ha insegnato italiano e materie umanistiche, rimanendo nel cuore di centinaia di studenti. È stato un grande appassionato di storia, soprattutto quella di Roccamontepiano, suo paese natale, al quale è rimasto profondamente legato. Residente a Chieti, in via delle Terme Romane, da una settimana Subranni era ricoverato nel reparto di rianimazione: negli ultimi giorni, le sue condizioni si sono aggravate, fino al decesso. «È una perdita enorme che addolora», dice Adamo Carulli, sindaco di Roccamontepiano, «perché Aurelio era stimato e apprezzato da tutti. Il suo impegno e la sua dedizione, accompagnati da simpatia e da una profonda cultura che però non ostentava, rappresentano un patrimonio di cui andare fieri». Subbranni, come ricorda il sindaco Carulli, ha pubblicato due volumi sulla storia del paese. «Un terzo era in procinto di essere pubblicato da parte del Comune», prosegue il primo cittadino. «Sempre attento alla ricerca storica, Aurelio ha donato tutti i suoi studi alla comunità, in maniera generosa e senza accettare compensi. La sua soddisfazione era solo nel vedere pubblicate le sue opere che hanno consentito, negli anni, di rimettere insieme tutto il puzzle delle vicissitudini storiche che Roccamontepiano aveva perso a causa della frana del 1765. Grazie alla sua attività negli archivi di Chieti e in quelli regionali, ha scritto pagine inedite di una storia locale che ha però sempre ricollegato e contestualizzato con le dinamiche della storia nazionale e mondiale. Grazie a lui, sono state allestite mostre storiche sulla prima guerra mondiale, sul brigantaggio e sul feudalesimo».
Tra le sue opere, in paese ricordano “Roccamontepiano dal Settecento all’Ottocento”, “La controversia infinita” e “Radici del futuro”. «Si tratta di volumi con un’appendice e una documentazione impressionante. Lui stesso amava dire che, per asserire qualcosa, bisogna sempre avere documentazione che attesti ciò che si dichiara. Non si definiva uno storico, ma un curioso delle vicende storiche». Il professor Subranni lascia Maria, la figlia Valentina, il genero Patrik e la nipotina Elena. La salma sarà tumulata a Roccamontepiano.
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