Il dg smentisce le dimissioni soft
Sbrolli: torno in banca il 3 novembre. E la Fondazione convoca il Cda
CHIETI. Il dg di Carichieti, Roberto Sbrolli, smentisce le dimissioni soft che starebbe per consegnare nelle mani del commisario di Bankitalia, Riccardo Sora. Nessuna uscita di scena, per ora. Sbrolli lo afferma in una lettera inviata al Centro. Sono tre i passaggi: «Non ho preso nessuna decisione di andare via dalla Carichieti, né ve ne sono ragioni», è il primo. «E’ mio dovere rispondere alle contestazioni mosse dalla Banca d'Italia entro i termini concessi», il secondo punto. «Non dispongo di 90 giorni di ferie» e, infine, la notizia: «Il mio rientro in banca è previsto per il 3 novembre 2014», cioè tra 17 giorni. Sbrolli si è comunque rivolto a un legale di fuori Abruzzo, un avvocato romano, per chiedergli consiglio e sottoporti il suo contratto con Carichieti che prevede una clausola rescissoria. E mentre il dg attende di decidere su che cosa fare, se creare i presupposti di un contenzioso con Bankitalia oppure no, la Fondazione si rimette in modo dopo lo choc iniziale per il commissariamento di Carichieti, di cui detiene l’80 per cento – anche se non si sa per quanto tempo ancora potrà vanterà una quota così consistente – e dopo l’incontro del presidente, Pasquale Di Frischia, con il commissario che ha preso in mano le redini della banca.
Ieri è stato convocato un primo Cda di preparazione ad altri due consigli fissati per lunedì e martedì prossimi quando l’organo di governo della Fondazione metterà nero su bianco una strategia che pare viaggi in sintonia con le decisioni future di Sora. E non può che essere così. Tornando a Sbrolli, all’ex Cda della banca, all’ex presidente Mario Falconio e all’ex collegio sindacale, hanno tutti ottenuto una proroga di tempo, pari a un mese, per consegnare a Bankitalia le proprie controdeduzioni per mitigare, più che evitare, le scontate maxi sanzioni.(l.c.)

