Il direttore Cucullo saluta l’ateneo L’incarico affidato ora a Esposito

1 Marzo 2024

Teatino, 58 anni, il dg si prepara alle nuove sfide: sviluppo edilizio, internazionalizzazione e personale Il rettore all’uscente: «Anche in pensione, chi ha vestito la divisa della d’Annunzio lo fa per tutta la vita»

CHIETI. All’università d’Annunzio arriva il nuovo direttore generale Paolo Esposito. Da oggi Esposito, 58 anni, sostituisce Giovanni Cucullo che ha preso in mano la guida della struttura tecnico-amministrativa dell’ateneo nel 2017. Entrambi originari di Chieti, Esposito (diplomato al liceo scientifico Masci e laureato in Scienze politiche alla Sapienza di Roma, con master in Gestione delle risorse umane e relazioni industriali comparate conseguito alla Bologna Sinnea International) verrà presentato ufficialmente con una conferenza stampa martedì prossimo.
Corposo il curriculum: ha ricoperto il ruolo di direttore del personale in importanti compagnie nazionali e multinazionali del settore manifatturiero e dei servizi, quali Air One, Sanofi, Il Messaggero e Dompé. Tra le altre cose nel 2012 è stato nominato dal governo alla guida dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, incarico ricoperto per i successivi sei anni, e nel 2019 è diventato direttore generale del Gran Sasso Science Institute dell’Aquila. Tre gli obiettivi che si troverà sul tavolo della direzione generale della d’Annunzio. «Dovrà occuparsi», dice il rettore Liborio Stuppia fissando l’agenda del nuovo dg, «del rilancio dello sviluppo edilizio dell’ateneo, che ha bisogno di nuove aule e nuovi spazi sia per gli studenti che per il personale e che dovrà espandersi sia per quanto riguarda il campus teatino che per quello pescarese. Dovrà occuparsi anche di potenziare l’università dal punto di vista della sua internazionalizzazione e, infine, dello sviluppo della pianta organica dell’ateneo dal punto di vista del personale tecnico-amministrativo».
Al di là delle sfide che attendono il nuovo direttore generale, il rettore riserva parole di stima nei confronti del dg uscente. «Ho lavorato da rettore con Cucullo solo per gli ultimi nove mesi», dice, «ma avendo ruoli nella governance universitaria anche prima di diventare rettore, ho avuto a che fare con lui sin da quando è arrivato. Lo devo ringraziare per la cura, la pazienza e l’attenzione con cui mi ha accompagnato soprattutto all’inizio del rettorato. È stato prontissimo ad assecondare tutte le scelte strategiche e quindi ad adoperarsi per rendere effettive le decisioni della nuova governance. Adesso va in pensione ma, come ho avuto modo di dire nel cda di mercoledì in cui lo abbiamo salutato ufficialmente, chi ha vestito la divisa della d’Annunzio rimane “d’Annunzio” per tutta la vita».