Il docente di Attività motoria: allenarsi batte lo stress

3 Aprile 2020

CHIETI . La mancanza di attività fisica provoca stress e mette a rischio la salute di muscoli e ossa. Per questo è importante muoversi anche se l’emergenza coronavirus obbliga restare in casa: almeno...

CHIETI . La mancanza di attività fisica provoca stress e mette a rischio la salute di muscoli e ossa. Per questo è importante muoversi anche se l’emergenza coronavirus obbliga restare in casa: almeno 150 minuti di allenamento divisi in tre volte a settimana. Lo afferma Maurizio Bertollo, docente di Attività motoria all’università d’Annunzio, specializzato in Psicologia dello sport.
L’attività fisica è un antidpressivo naturale: «È dimostrato che l’attività fisica produce grossi benefici sul piano mentale e dell’equilibrio psichico», spiega Bertollo, «dunque il rischio concreto è che una volta finita questa situazione di emergenza dovremo pagare troppi psicologi e psichiatri. Sul piano fisico gli effetti dell’inattività si riverberano innanzitutto sul piano muscolare, ad esempio con problemi di sarcopenia, ovvero perdita della massa e della forza muscolare, con ricadute anche a livello di funzionalità ossea, soprattutto per gli anziani e le donne in menopausa, che sono già alle prese con problematiche di questo tipo». Ma la vita troppo sedentaria di questi giorni può provocare anche altri rischi: «Altre ricadute si hanno a livello di coordinazione, in particolare rispetto alla flessibilità a livello osteo-muscolare», continua il docente, «perché anche gli esercizi di stretching che si potrebbero fare a casa, in queste condizioni si è meno invogliati a farli». Bertollo osserva come i problemi derivino dal fatto che «non si raggiungo i livelli minimi consigliati dalle linee guida dell’Oms e dall’American College of Sport Medicine, che per mantenere un buon livello di salute prescrivono lo svolgimento di attività fisica almeno tre volte alla settimana, per 150 minuti complessivi, con un’intensità tra moderata e vigorosa, ovvero svolgendo lavori che vadano oltre i 140 battiti per minuto parlando in termini di frequenza cardiaca. Per i bambini», rimarca Bertollo, «queste attività dovrebbero essere addirittura di 5 volte alla settimana». Per il docente, «bisognerebbe sforzarsi di fare un minimo di attività, seguendo le linee guida, assolutamente valide e interessanti, e suddivise per fasce di età, pubblicate sul sito del ministero della Salute».