«Il dossier degli ispettori tenuto nascosto»
Vasto. I consiglieri FdI e la verifica del Mef sulle indennità ai dirigenti: controlli inesistenti in Comune
VASTO. «Dalla relazione degli ispettori ministeriali emerge il caos totale, amministrativo e legale, che regna all’interno del Comune: un caos composto da atti mancanti, controlli inesistenti, arbitrarietà totale della struttura politica e dirigenziale». Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia commenta il dossier del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) relativa a un’ispezione eseguita nei mesi scorsi in municipio e relativa all’arco temporale compreso tra il 2018 e il 2022. Molte le presunte irregolarità riscontrate dagli 007 del ministero, dettagliatamente illustrate nel report: si parla in particolare di somme non dovute o erogate in maniera illegittima. «Conosciamo, per averla letta già da diversi mesi, la relazione del Mef che identifica diverse presunte irregolarità amministrative all’interno del Comune, soprattutto in merito alle indennità accessorie e ai premi di produzione di alcune figure dirigenziali», affermano Francesco Prospero, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo, «relazione che l’amministrazione ha cercato di tenere nascosta il più possibile, non fornendone notizia, né copia spontaneamente ai consiglieri comunali, tenuti per molto tempo all’oscuro della sua stessa esistenza. Si tratta di un procedimento amministrativo attraverso il quale il ministero ha sollevato, al Comune di Vasto, alcune contestazioni a cui l’ente ha 120 giorni di tempo per replicare, ossia sino al 29 dicembre», aggiungono i tre consiglieri di Fratelli d’Italia, «il predetto procedimento, all’esito delle controdeduzioni, potrà avere risvolti di diverso tipo. Infatti, se queste presunte irregolarità dovessero ritenersi fondate potrebbero esserci anche conseguenze civili e penali per i responsabili. Diverse sono le posizioni, individuali, finite sotto la lente d’ingrandimento dell’ispettore del Mef, sulle quali dovranno pronunciarsi gli organi competenti. Fino all’esito del procedimento, pertanto, il nostro ruolo sarà di mero controllo, poiché non possiamo e non dobbiamo interferire, in alcun modo, in un’indagine incorso. Le colpe individuali andranno accertate: la colpa collettiva è di chi, da sindaco o da assessore, ha creato tutti i presupposti di inefficienza e di mancati controlli che hanno svolto la funzione di brodo di coltura delle irregolarità che vengono bene evidenziate nella relazione del Mef», concludono Prospero, Suriani e Giangiacomo. (a.b.)
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