Il dragaggio del porto torna alla prima impresa

Ortona, sentenza del Consiglio di Stato riassegna l’appalto alla Dragaggi Castiglione: siamo di nuovo al punto di partenza. Ciccotelli: troppi ritardi
ORTONA. «Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, accoglie l’appello principale e respinge l’appello incidentale; per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, respinge il ricorso di primo grado». Attraverso un atto di 8 pagine, la quinta sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata sul ricorso in appello proposto da La Dragaggi srl (prima classificata nell’appalto milionario) contro la Nuova Co.Ed.Mar srl (seconda in graduatoria) nei confronti del Comune di Ortona per la riforma della sentenza del Tar Abruzzo – sezione di Pescara, riguardante il contenzioso per l’appalto dei lavori di dragaggio del porto ortonese. Una decisione che rimescola per l’ennesima volta le carte. I giudici Carlo Saltelli (presidente), Roberto Giovagnoli (consigliere, estensore), Angela Rotondano, Stefano Fantini, Giovanni Grasso (consiglieri) si sono così espressi riassegnando di fatto i lavori di escavazione dei fondali alla Dragaggi dopo che precedentemente, la stessa, si era vista annullare l’aggiudicazione dal Tar. La documentazione presentata dalla società prima classificata è stata ritenuta conforme a quanto richiesto dal bando di gara. La sentenza è stata pubblicata il 7 maggio ed apre adesso un nuovo capitolo sulle opere.
«Dopo due anni e mezzo di battaglie legali siamo al punto di partenza», commenta il sindaco Leo Castiglione. «Una sentenza attesa da tempo, vissuta su ripetuti rinvii del collegio giudicante per le nomine degli esperti verificatori, da ultimo un collegio di docenti del dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Milano, e che conferma la validità della prima aggiudicazione. Un percorso che ha allungato i tempi e ha complicato un iter amministrativo che in parte ora deve essere rimodulato alla luce della decisione dei giudici».
Secondo Forza Italia, invece, la situazione si complica ulteriormente: «Il progetto della Dragaggi prevede la presenza di una vasca di colmata in cui depositare i fanghi», ricorda il coordinatore locale del partito, Simone Ciccotelli, «ma il Comune di Ortona ha già fatto sapere che non ci sono i fondi per una sua realizzazione. Inoltre», aggiunge, «le analisi delle sabbie hanno una durata temporale che è scaduta. Per cui l’Arta dovrebbe rifarle. Ora che si è chiuso il capitolo giudiziario», conclude, «ci auguriamo che ci sia un’accelerata perché Ortona non può permettersi di perdere i fondi per un’opera così importante nell’economia della città».

